(AGENPARL) - Roma, 29 Dicembre 2020 - CATANZARO Tra le varie anomalie riscontrate anche chi percepiva regolarmente il proprio reddito da lavoro dipendente (perché evidentemente rientrante tra le categorie che hanno potuto continuare a prestare la propria attività lavorativa) o anche un soggetto che, a seguito di accertamenti, è risultato essere possessore di decine di migliaia di euro in buoni postali depositati. I Carabinieri hanno prima individuato quanti hanno presentato la domanda per ottenere il buono spesa (quasi 500 le domande giunte ai Comuni di Squillace, Vallefiorita, Palermiti, Gimigliano, Tiriolo e San Pietro Apostolo), successivamente hanno analizzato la documentazione e le autodichiarazioni presentate. Infine, i carabinieri hanno approfondito, con l’ausilio dell’Inps, degli istituti di credito e delle banche dati in uso alle forze di polizia, la posizione economica degli interessati. I 156 indagati sono stati pertanto denunciati per aver presentato ai Comuni domande in cui hanno attestato falsamente di possedere i requisiti previsti, al fine di ottenere indebitamente i buoni alimentari. Il rischio per loro è quello di una pesante sanzione amministrativa, compresa tra i 5.164 ed i 25.822 euro, pari al triplo del beneficio illecitamente conseguito. (News&Com)
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