(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2020 - Ho chiesto al Ministro Franceschini, mediante una interrogazione che si aggiunge alle precedenti 18, ad oggi tutte senza risposta, se abbia contezza dell’avvenuto perfezionamento del contratto di donazione della biblioteca personale di Palma Bucarelli all’Accademia Nazionale di San Luca. Se, inoltre, in caso di mancato perfezionamento della donazione o di comprovati inadempimenti da parte dei responsabili del celebre istituto ospitato in Palazzo Carpegna, non ritenga che lo Stato debba considerare l’ipotesi di acquisire quel patrimonio inestimabile dagli eredi legittimi della celebre storica dell’arte, critica e museologa romana di origini calabresi, quando dovessero entrarne in possesso. Se, in fine, a prescindere da quanto sopra, non ritenga opportuno ed urgente apporre su ciò che resta del Fondo Palma Bucarelli, dato l’eccezionale valore culturale ed economico, un vincolo storico-relazionale ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera d) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Palma Bucarelli (1910-1998), infatti, prima donna a dirigere un museo statale italiano, Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dal 1941 al 1975, fu una delle principali protagoniste della vita culturale italiana del secondo dopoguerra. La sua donazione all’Archivio Centrale dello Stato di documenti eterogenei (professionali e personali) andò a buon fine ed è oggetto di studi accurati in quella sede. Fu invece tristissimo il destino della biblioteca personale della Bucarelli, ceduta all’Accademia Nazionale di San Luca, costituita da migliaia fra cataloghi di mostre, monografie d’arte, opere letterarie, collane, enciclopedie, dizionari, repertori e periodici (comprese molte prime edizioni, edizioni di pregio a tiratura limitata e numerosi esemplari con dediche di intellettuali e studiosi contemporanei, quali ad esempio, Pasolini e Argan, o di artisti quali Burri, Capogrossi, Manzoni, Pollock). Non solo il fondo, la cui natura pubblica o privata è tuttora in discussione, non fu messo a disposizione dell’utenza, nonostante la volontà del donante di vederne assicurata la fruizione e a dispetto dei ripetuti cospicui contributi pubblici per la catalogazione e l’inventariazione, ma le indagini sulla gestione dei beni mobili e immobili che fanno capo all’Accademia, svolte dal Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri a partire dal 2008 e tuttora in corso, ne hanno dimostrato lo smembramento, il deterioramento di molte opere, la dispersione/cessione/sparizione di migliaia di volumi antichi e di pregio. I vertici dell’Accademia, ente di diritto privato senza fine di lucro il cui patrimonio culturale è tutelato ai sensi dell’art. 10 del suddetto Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, sono stati chiamati in giudizio in qualità di responsabili delle ripetute sottrazioni di beni librari e di valore storico-artistico fin qui accertate ma il processo, apertosi all’inizio del 2020, non ha avuto l’attenzione mediatica che meriterebbe. Il fatto non appare casuale e ben si sposa con l’ancor più grave mancata costituzione dell’Accademia come parte civile, nonostante l’ingentissimo danno subito (patrimoniale ma anche d’immagine). (News&Com)
Trending
- Kenya, la Banca Mondiale rivede al rialzo le previsioni di crescita economica al 4,6% per il 2026
- Ecomondo 2026, Italia e Africa rafforzano la cooperazione su acqua, agricoltura ed energia sostenibile
- Costa d’Avorio, firmata ad Abidjan una dichiarazione contro il lavoro minorile pericoloso nelle piantagioni di cacao
- AGENDA CAMERA DI DOMANI, VENERDÌ 6 NOVEMBRE
- Elezione nuovo Presidente della Regione: il dibattito in Consiglio regionale della Valle d’Aosta
- Mauritania e Francia rafforzano la cooperazione sulle finanze pubbliche: incontro a Nouakchott tra il ministro N’Guenore e Mélanie Xuereb
- Dl Carburanti: De Palma (FI), priorità abbassare tasse, quando Stato può chiedere meno deve avere il coraggio di farlo
- CONSIGLIO DEI MINISTRI – 5 NOVEMBRE 2026
- Africa Agri Forum 2026 ad Abidjan: oltre 200 esperti e decisori riuniti per rafforzare la sovranità alimentare africana
- Mauritania, il presidente Ghazouani inaugura la prima fase del Programma di sviluppo di emergenza di Nouakchott e avvia la seconda