
(AGENPARL) – Roma, 15 marzo 2020 – Il Governo di Giuseppe Conte non è riuscita a svolgere la funzione più basilare di uno stato: valutare accuratamente una minaccia per il paese.
Una pandemia globale è un esame obbligatorio di competenza nazionale. È un test per gli individui, che devono cambiare vita e ritirarsi dagli eventi pubblici per rallentare la diffusione di una malattia attraverso assembramenti, riunioni, folle e social network. È un test per le aziende, che devono modificare i loro protocolli per proteggere i propri dipendenti, a volte bandendoli dall’ufficio. È un test per le istituzioni, che devono decidere se sostenere tradizioni e festival per il bene del morale pubblico o annullare eventi, tornei, conferenze e concerti.
Ed è soprattutto un test per lo Stato. Solo il governo nazionale può supervisionare la risposta a un focolaio nazionale coordinando la ricerca sulla natura della malattia.
Solo lo Stato può garantire la regolamentazione nazionale e l’accuratezza dei test e utilizzare la sua potenza fiscale e monetaria per stimolare l’economia se la pandemia minaccia il reddito e l’occupazione delle persone.
In tutto il mondo, le risposte più efficaci alla storica minaccia del coronavirus sono arrivate dai governi statali.
La Cina ha imposto un blocco di decine di milioni di persone a Wuhan e in altre città.
A Singapore, il governo ha creato un’applicazione per informare i cittadini su come contenere il virus e quali spazi pubblici evitare.
La Corea del Sud ha aperto una serie di centri drive-through per accelerare i test diagnostici.
Ma in Italia, la pandemia si è trasformata in una specie di caricatura grottesca dello pseudo-federalismo all’amatriciana.
Il settore privato ha assunto funzioni quasi statali in un momento in cui il ramo esecutivo del governo -privo di competenze scientifiche, affamato di visione morale (onestà e non competenza) – ha assunto le qualità di uno stato fallito. In un paese in cui molti individui, aziende, istituzioni e governi locali stanno prendendo decisioni difficili per il bene della nazione, l’attore più importante di tutti – il Governo Conte – è stata una sciatta incompetenza.
Il Governo Conte non è riuscito a svolgere la funzione più basilare di uno Stato durante una pandemia, che è quella di valutare accuratamente la minaccia, si è atteso troppo dallo scoppio dell’epidemia, ignorando e sottovalutando i primi segnali che provenivano dalla Cina.
Il Governo Conte ha inoltre fallito nel suo ruolo di base nel proteggere il pubblico comunicando informazioni accurate e utili sulla salute e l’igiene pubblica.
La prima segnalazione attribuibile al Coronavirus è avvenuta il 31 dicembre 2019 ma già l’8 dicembre erano comparsi i primi pazienti con questa malattia. Il 1 gennaio 2020 le autorità Cinesi hanno disposto la chiusura del mercato di Wuhan e l’isolamento di coloro che presentavano segni e sintomi del virus. Il primo morto confermato è del 9 gennaio 2020. Il 15 febbraio si registravano 49.053 casi e 1381 decessi. A partire dal 23 gennaio 2020, Wuhan è stata messa in quarantena che è stata poi estesa alle città limitrofe.
Il 30 gennaio 2020 il Premier italiano, Giuseppe Conte con una conferenza stampa indetta all’improvviso a Palazzo Chigi dichiarava «Abbiamo due casi accertati di Coronavirus in Italia» ed ha reso noto la chiusura del traffico aereo da e per la Cina. «Lo Spallanzani è la Bibbia in questo settore – ha detto Conte – e non c’è nessun motivo di creare panico e allarme sociale. Domani mattina ho convocato un Cdm in cui adotteremo ulteriori misure in modo da mettere tutte le strutture competenti a disposizione, ivi compresa la protezione civile».
«E’ un fatto abbastanza normale – ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza – se pensiamo alla statistica, visto che in Europa ci sono già dieci casi. Era abbastanza probabile, lo dicevano già da tempo i nostri scienziati presenti al tavolo della task force. La situazione è seria ma non bisogna fare allarmismi, la situazione è totalmente sotto controllo». «Il sistema sanitario italiano è uno dei migliori del mondo – ha detto Speranza – voglio ringraziare i medici e gli infermieri che anche in coordinamento con le Regioni ci consentono di assicurare la giusta sicurezza ai nostri cittadini. In queste ore faremo tutte le verifiche del caso per tracciare il percorso di queste due persone nel nostro Paese e ci sono tutte le condizioni per riconoscere che la situazione è sotto controllo». «Per superare il rischio di panico e allarme non c’è altro che fidarsi delle autorità competenti. Posso assicurarvi – ha sottolineato Conte – che in questo momento siamo in Italia nella linea di massimo rigore in funzione preventiva. Siamo nella condizione di poter tranquillizzare tutti i cittadini. La situazione è assolutamente sotto controllo. Ma non significa che ci stiamo appagando nelle prime misure. Sono fiducioso che la situazione rimarrà confinata».
Il 31 gennaio 2020 il Premier Conte ribadisce tramite Twitter che «Oggi pomeriggio al Comitato Operativo del @DPCgov per coordinare gli interventi a tutela della salute dei cittadini nell’ambito dell’emergenza #coronavirus. Il Governo è al lavoro per affrontare la situazione con il massimo rigore, ma senza allarmismo.
Il 03 febbraio 2020, il Governo Conte con un twitter #Coronavirus, rende noto le misure adottate dal Governo dalle prime fasi dell’emergenza ad oggi. L’approfondimento: «Il 30 gennaio 2020, in seguito alla segnalazione da parte della Cina (31 dicembre 2019) di un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota (poi identificata come un nuovo coronavirus Sars-CoV-2) nella città di Wuhan, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale l’epidemia di coronavirus in Cina. Il giorno successivo il Governo italiano, dopo i primi provvedimenti cautelativi adottati a partire dal 22 gennaio, tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, ha proclamato lo stato di emergenza e messo in atto le prime misure contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Da gennaio, quando avevamo appena due casi – ha dichiarato il Presidente Conte in un messaggio diffuso sui suoi canali social il 4 marzo – abbiamo subito messo in atto misure che sono apparse drastiche, ma che in realtà erano semplicemente adeguate e proporzionate a tutelare la salute dei cittadini, a contenere la diffusione del contagio. Abbiamo sempre agito sulla base delle valutazioni del comitato tecnico-scientifico, scegliendo sempre la linea della trasparenza, la linea della verità, decisi a non alimentare diffidenze e complottismi. La verità è l’antidoto più forte, la trasparenza il primo vaccino di cui dotarci».
L’8 marzo 2020 «Il Presidente del Consiglio Conte ha firmato un nuovo Dpcm che prevede, in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, ulteriori misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale. Il Presidente ha illustrato il provvedimento in conferenza stampa. Con l’entrata in vigore (8 marzo 2020) del Dpcm, cessano di produrre effetti i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo e 4 marzo 2020. Più in dettaglio, l’art. 1 del nuovo Dpcm prevede la creazione di un’area unica, comprendente il territorio della Regione Lombardia e di altre 14 Province (cinque dell’Emilia-Romagna, cinque del Piemonte, tre del Veneto e una delle Marche). Nell’ambito di tale area viene prevista l’applicazione di misure rafforzate di contenimento dell’infezione alla luce della dinamica epidemiologica sviluppatasi in questi ultimi giorni. L’art. 2 del prevede la rideterminazione delle misure di contrasto dell’epidemia, soggette a uniforme applicazione sul resto del territorio nazionale».
Il giorno dopo, il 9 marzo 2020, Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale. Il provvedimento estende le misure di cui all’art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In ultimo, è modificata la lettera d dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive. Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. In serata il Presidente ha illustrato il decreto in conferenza stampa.
L’11 marzo 2020 Palazzo Chigi informa che «Al fine di rafforzare ulteriormente il sostegno previsto per il sistema sanitario, per i cittadini e per le imprese e aumentare le risorse a favore della protezione civile e della sicurezza, il Consiglio dei Ministri n. 36 ha approvato un’integrazione alla relazione al Parlamento per il 2020 (rispetto a quella approvata il 5 marzo) per un ricorso ulteriore all’indebitamento. Considerato l’importo complessivo per il quale si chiede l’autorizzazione delle Camere, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato potrà aumentare fino a 104,5 miliardi di euro nel 2020 in termini di competenza e a 154 miliardi di euro in termini di cassa, con un incremento degli stanziamenti fino a 25 miliardi sia in termini di competenza che in termini di cassa. Al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, il Presidente Conte ha tenuto una conferenza stampa on il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. In serata, il Presidente Conte ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sull’intero territorio nazionale. In un video il Presidente ha annunciato la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie».
Riassumendo il Coronavirus all’inizio (30 gennaio) era – a quanto pare – tutto sotto controllo in Italia, anche se i casi stavano crescendo esponenzialmente. Nel giro di dieci giorni dal 1 all’11 marzo 2020) per correggere gli errori anche di sottovalutazione sono stati necessari diciamo “più annunci annunci politici distinti e più di “qualche Dpcm” segno evidente che la situazione era apposto….
L’Italia per il momento non è ancora fallita (e questo grazie all’ingegnosità degli italiani) ma il suo Governo si.
Le epidemie rivelano la verità delle società che colpiscono. Infatti, per decenni, abbiamo distrutto la Sanità; non abbiamo investito nella scienza e nella tecnologia (anche nell’high-tecnology); abbiamo punito le competenze e fatto scappare le eccellenze all’estero a causa delle varie baronie; continuiamo a stanziare soldi (a fondo perduto) negli ammortizzatori sociali e nel reddito di cittadinanza (arricchendo interessi ristretti) anziché stanziarli a favore delle imprese che producono lavoro.
Ed è normale che tutta questa situazione ha portato a questo: una pandemia che avrà il picco questa settimana, mentre attendiamo un altro Dpcm di un apparato statale troppo incompetente per testarlo e solo – come al solito – la resilienza di alcune istituzioni e di persone capaci può temporaneamente smorzare questa inettitudine governativa, ma non lo può fare per molto tempo ancora.
Ad un certo punto, il divario di competenza sta rumorosamente emergendo, in un Paese dove addirittura mancano le mascherine… e per comprarle siamo arrivati addirittura al paradosso che è allo studio una norma….
Ad un certo punto, uno Stato che sopravvive ha bisogno di un Governo incline a qualcosa di più della propria autodistruzione.
@StayAtHomeConte