(AGENPARL) - Roma, 18 Ottobre 2019 - CATANZARO Cittadinanzattiva TDM Calabria rileva con grande preoccupazione lo stato di degrado in cui versa l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e invita i cittadini a denunciare, presso gli sportelli del Tribunale per i diritti del malato e in qualunque altra sede adatta, i disservizi che mettono quotidianamente a rischio l’incolumità degli utenti e a mobilitarsi in maniera forte a difesa dei propri essenziali diritti.
I nostri volontari quotidianamente riscontrano che la situazione è gravissima. C’è grande disagio, malessere ed insoddisfazione nell’utenza lametina in questi termini riassumibili: Reparti e servizi che scompaiono nell’ospedale Giovanni Paolo Secondo, come quello oculistico chiuso da tempo e cardiologia, da poco. Ciò è il risultato di decenni di politica sanitaria assurda e totalmente lontana dai bisogni dei cittadini e che non accade certo per un calo repentino delle patologie a Lamezia e nel lametino, miracolosamente debellate dal proliferare improvviso delle guarigioni raccontate nei Vangeli di Luca e Matteo.
Organico carente nell’ospedale non da adesso e che, in particolare nei periodi di maggior afflusso, rende addirittura il servizio di Pronto soccorso (e non certo per responsabilità delle professionalità mediche e paramediche presenti) inadeguato, farraginoso e spesso disumano. Liste di attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali con tempi che quasi sempre vanno oltre i 12 mesi.
File infinite agli sportelli per prenotazioni e pagamento ticket.
Brutte notizie arrivano anche dall’Ospedale Pugliese di Catanzaro dove al reparto di Emergenza vengono a mancare 32 infermieri e 10 operatori sociosanitari, anche questo con effetti drammatici per i pazienti di Catanzaro ma anche per quelli che da tutto l’hinterland sono costretti a recarvisi viste le gravi carenze degli altri nosocomi.
La condizione dell’Asp di Catanzaro, inoltre, e in particolare nel lametino la cui utenza si aggira intorno a 170 mila cittadini, destinatari del diritto alla salute sancito dalla Costituzione repubblicana, è ormai allo stremo e si inscrive in un contesto in cui l’Azienda Sanitaria Provinciale è stata mandata a casa, per effetto di gravi provvedimenti giudiziari, che hanno determinato valutazioni estremamente gravi dal parte dell’attuale Ministro dell’Interno che hanno condotto allo scioglimento: “si dà atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi – scrive il ministro – su forme di condizionamento ed ingerenza della criminalità organizzata di tipo mafioso nei confronti dei vertici dell’azienda sanitaria, riscontrando pertanto i presupposti per lo scioglimento”.
Si legge ancora: “L’azienda in questione è inserita in un contesto socio ambientale caratterizzato dalla radicata presenza della criminalità organizzata che ha esteso la propria sfera di ingerenza – si legge nella relazione – alle attività economiche ed alla gestione della cosa pubblica.
Rinnoviamo pertanto l’invito a tutti i cittadini, ai volontari e alle associazioni a segnalare e denunciare ogni situazione e ogni dato che riguarda il mancato rispetto del diritto alla salute che Cittadinanzattiva raccoglierà e porterà nelle opportune sedi istituzionali e giudiziarie se è il caso.
A Lamezia Terme lo sportello del Tribunale per i diritti del malato presso l’ospedale Giovanni Paolo II è aperto lunedi, mercoledì e venerdì mentre la sede regionale in Piazza Porcelli (presso il vecchio ufficio vaccinazioni) è aperta da lunedi a venerdi dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. (News&Com)
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