
(AGENPARL) Roma 9 ottobre -“Da quasi 23 anni, ossia da ben più di due decadi, il 118 nazionale è stato non solo del tutto ignorato dal legislatore quanto più, irrazionalmente ed irricevibilmente, in epoca più recente, addirittura smantellato e man mano snaturato, in una paradossale visione involuta e contraddittoria – poiché al tempo stesso economicamente ipercostosa e clinicamente ipoefficace – che da più parti si limita a riproporre il modulo, più o meno aggiornato, di taxi sanitario degli anni 80.”
Così esordisce Mario Balzanelli, Presidente Nazionale del 118, in una nota rivolta ai giornalisti a seguito della mozione presentata al Senato dal Movimento 5 stelle in materia di primo soccorso.
“Ringrazio, pertanto, la Sen. Maria Domenica Castellone, unitamente ai parlamentari firmatari, per la mozione presentata ieri al Senato, che impegna il governo a sancire una riforma legislativa dedicata al 118, il “sistema salvavita tempo dipendente” di ciascuno di noi, di cui condivido e sostengo interamente i contenuti.
La mozione presenta, motivando in dettaglio, la “vision” di una rivoluzione copernicana del 118 nazionale, che viene affermato, nel suo “modello organizzativo di base”, quale sistema di soccorso a conduzione unitaria, concepito, in modo innovativo, come macrostruttura sanitaria dipartimentale del territorio, declinata ai livelli di responsabilità provinciale e regionale, governata quindi, al pari di tutte le altre unità operative in Sanità, da qualificata dirigenza medico-infermieristica e non amministrativa, quindi da competenze cliniche e gestionali esperte di ruolo e non nominate dalla stagione politica del momento.
Viene sottolineata la necessità fondamentale di prevedere, a livello dei territori regionali, piante organiche dedicate medico-infermieristiche per i vari Sistemi 118, al fine di non renderli, in modo paradossale, contenitori di Sanità senza il pertinente ed imprescindibile contenuto sanitario, prevedendo specificamente, per le varie tipologie di aree urbane, intermedie, ed extraurbane dei territori, avvalendosi dei rispettivi correttivi, il rispetto di standard precisi di medicalizzazione e di infermierizzazione delle postazioni, mobili e fisse, del Sistema, al fine di assicurare ai rispettivi bacini di utenza, indipendentemente dalla specifica regione, livelli prestazionali tempestivi ed omogenei sui pazienti ad elevata criticità, quindi in condizioni di evidente o potenziale pericolo di vita, mediante l’intervento di equipaggi in grado di effettuare, in modo integrato, diagnosi e terapia potenzialmente salvavita.
Viene evidenziata la priorità gestionale di evitare la progressiva desertificazione degli organici sanitari, medico ed infermieristici del 118, prevedendo misure contrattuali incentivanti quali indennità di rischio specifico ambientale (es. soccorrere scendendo in una scarpata, subire aggressioni etc) e biologico (es. inalazione di sostanze tossiche in scenari specifici), indennità previste anche per gli autisti-soccorritori.
Viene espressa, con forza, l’esigenza di valorizzare la figura dell’autista-soccorritore, sia inquadrandolo secondo la normativa prevista dalla legge del terzo settore, sia precisando, al contempo, che dovrà essere prevista la contrattualizzazione, quindi l’assunzione, della maggior parte degli autisti-soccorritori in servizio, pur conservando, a supporto, la presenza del volontariato.
La mozione, infine, impegna il Governo a dotare le Centrali Operative 118 italiane dei dispositivi di geolocalizzazione del chiamante, in ottemperanza a quanto sancito legislativamente sin dal 2009, e – contestualmente – a rivedere drasticamente il modello di 112 previsto per il nostro Paese, chiedendo al riguardo che, in conformità alla vigente direttiva europea, e come peraltro in vigore in altri paesi dell’Unione, venga introdotto nel nostro Paese il modello di 112 “parallelo” rispetto agli altri numeri di emergenza e non “sostitutivo” rispetto agli stessi, molto meno costoso e certamente più veloce, al fine di consentire agli italiani, che da 27 anni sanno perfettamente chi chiamare in caso di imminente pericolo di perdere la vita, di conservare l’accesso diretto al numero 118, evitando un “doppio passaggio” tra Centrali Operative del tutto inutile e potenzialmente dannoso in quanto possibile causa di ritardi nelle risposte tempo dipendenti erogate dai mezzi di soccorso sui diversi scenari di emergenza.
In tale contesto strategico, che coniuga da un lato l’indifferibile necessità storica di innovazione e dall’altro l’esigenza profonda di tutela e di valorizzazione autentica dei fondamenti irrinunciabili della operatività e della gestione del Sistema di Emergenza Territoriale, che rimane il baluardo istituzionale irrinunciabile di tutela tempo dipendente della vita della popolazione, la SIS 118 conferma la più ampia disponibilità a supportare, in ogni fase, e per qualunque esigenza, il legislatore”.
“La necessità di una riforma legislativa del Sistema 118 nazionale, motivata, documentata ed invocata, dalla SIS118, in modo particolare in questi ultimi due anni, presso le autorità istituzionali competenti, conclude Balzanelli, è stata condivisa tecnicamente con gli operatori di Sistema, le forze sindacali, con gli Ordini delle Professioni, ed in particolare la FNOMCEO, insieme con il suo Presidente, Filippo Anelli, e si è inoltre nutrita, a più riprese, dei fondamentali, irrinunciabili contributi esperienziali e di ascolto dei cittadini, in particolare attraverso Federconsumatori, che tutti si ringraziano.”