(AGENPARL) - Roma, 2 Settembre 2019 - Ancora morte. Ancora dolore. Ancora vittime del territorio. Il dissesto idrogeologico e la mancanza di sicurezza della nostra terra è un’emergenza a tutti gli effetti. E ne è prova quanto accaduto ieri a Santa Caterina sullo Jonio dove un operaio di Calabria Verde mentre era in servizio AIB (antincendio boschivo) è rimasto vittima folgorato da un fulmine, mentre il collega è rimasto ferito. Eppure temporali di questa natura, di questa intensità non sono nuovi al nostro territorio. Vi era nei pressi un’antenna parafulmine? Una torretta di avvistamento? Su questa situazione e su tutti gli incidenti che continuano a verificarsi in Calabria ha voluto riaccendere i riflettori il Segretario Generale della UST CISL Magna Graecia, Francesco Mingrone.
“Con l’imminente arrivo della stagione delle piogge – ha detto – ci saremmo aspettati una programmazione attenta, mirata, nella manutenzione degli alveoli dei fiumi e dei torrenti.
Come mai – si chiede il sindacalista – il Piano 2019 per la mitigazione del rischio idrogeologico, approvato lo scorso 20 febbraio e che prevedeva l’avvio della spesa già dal 2019 con una previsione nazionale di 263 interventi ed un impegno di spesa pari a 315 MLN di euro non ha avuto seguito nella nostra Regione?
I finanziamenti riguardavano, tra gli altri, la messa in sicurezza della tangenziale Est di Vibo Valentia, la riduzione del rischio idrogeologico nel centro abitato di Martirano Lombardo, la pulizia dell’alveolo e il rifacimento degli argini del torrente San Giacomo a Melissa, la messa in sicurezza della fascia costiera di Crotone e la messa in sicurezza del centro abitato di Soveria Simeri.
La politica pensa invece alle campagne elettorali. Alle beghe politiche e alle guerre intestine per accaparrarsi una candidatura utile ad essere eletti. Ed, invece, il territorio si ribella. La terra si ribella. Chiede attenzione. Interventi. Non possiamo far passare inosservato il terribile incidente che, lo scorso anno, è costato la vita ad una mamma e ai suoi due figli nel lametino. Ecco, prima, che le alluvioni – perché di questo si tratta – devastino il nostro territorio occorre fare qualcosa. Programmare, intervenire. Senza rimandare. Senza aspettare altri morti. Altri dolori”.
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