(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - Dopo l’inchiesta pubblicata il 5 novembre 2026, il direttore responsabile di Agenparl, Dott. Luigi Camilloni, ha trasmesso al Garante per la protezione dei dati personali una richiesta formale di accesso civico generalizzato. La PEC è stata accettata dal sistema alle ore 19:02:32 del 5 novembre 2026. La richiesta punta a ricostruire quattordici anni di gestione amministrativa dell’Autorità, estendendo il confronto anche ai Collegi precedenti. Al centro dell’iniziativa, una questione di interesse pubblico: chi autorizzava le spese, chi disponeva i pagamenti e quali controlli venivano effettivamente esercitati?
Dall’inchiesta giornalistica alla richiesta formale di documentazione amministrativa. Agenparl compie un ulteriore passo nell’approfondimento sul funzionamento del Garante per la protezione dei dati personali, portando il dibattito sulle spese dell’Autorità dal terreno delle ricostruzioni giornalistiche a quello degli atti ufficiali, dei bilanci e delle responsabilità amministrative.
Il Dott. Luigi Camilloni, direttore responsabile di Agenparl – Agenzia Parlamentare, ha trasmesso in data odierna un’istanza di accesso civico generalizzato, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, indirizzata al Garante per la protezione dei dati personali, con sede in Piazza Venezia 11, a Roma.
L’istanza è stata indirizzata all’attenzione del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, del segretario generale e del Dipartimento competente in materia di amministrazione, patrimonio e contabilità.
La documentazione trasmessa riguarda il periodo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 5 novembre 2026 e si concentra sulle principali categorie di spesa dell’Autorità, sulle modalità di autorizzazione e liquidazione, sulle competenze dei dirigenti e dei funzionari e sulle attività degli organismi di controllo.
L’iniziativa segue direttamente l’articolo pubblicato da Agenparl il 5 novembre 2026:
L’obiettivo dichiarato è ottenere un quadro documentale che permetta di valutare, con criteri uniformi, l’amministrazione delle risorse pubbliche nei diversi mandati dell’Autorità.
La PEC trasmessa al Garante: documentata l’accettazione del messaggio
La richiesta è stata inoltrata dall’indirizzo di posta elettronica certificata del direttore responsabile di Agenparl all’indirizzo istituzionale del Garante
La ricevuta di accettazione attesta che il messaggio è stato accettato dal sistema e inoltrato il 5 novembre 2026 alle ore 19:02:32.
La documentazione comunicata comprende inoltre gli estremi di una comunicazione di consegna proveniente dal gestore PEC del destinatario, datata 5 novembre 2026 alle ore 19:02. Per attestare integralmente l’avvenuta consegna e il suo contenuto tecnico occorre fare riferimento alla corrispondente ricevuta completa.
Si tratta di un passaggio significativo: l’approfondimento giornalistico si traduce in una richiesta amministrativa formalizzata, alla quale l’Autorità è chiamata a dare riscontro secondo le disposizioni applicabili.
La presentazione dell’istanza non implica, naturalmente, che siano già stati acquisiti i documenti richiesti o che l’Autorità abbia assunto una posizione nel merito.
Non soltanto il Collegio insediatosi nel 2020: la richiesta riguarda anche le gestioni precedenti
L’aspetto qualificante dell’iniziativa è la sua estensione temporale.
L’istanza non si limita alle spese del Collegio insediatosi nel luglio 2020, successivamente interessato dalle inchieste della trasmissione Report e dalle notizie relative al procedimento penale della Procura di Roma.
La documentazione viene richiesta anche per gli esercizi precedenti, a partire dal 2012.
Il principio è semplice: per valutare una gestione pubblica occorre conoscere anche le regole e le prassi che l’hanno preceduta.
Se una determinata categoria di spesa è oggetto di discussione, è necessario comprendere come venisse gestita in passato, quali autorizzazioni fossero previste, quali limiti fossero applicati e quali verifiche venissero effettuate.
L’eventuale presenza di pratiche analoghe negli anni precedenti non costituisce una giustificazione per comportamenti illegittimi successivi.
Ma il confronto storico è fondamentale per distinguere gli eventuali comportamenti individuali dalle modalità organizzative consolidate.
Soltanto un’analisi condotta su dati omogenei può consentire di verificare se determinate spese siano effettivamente aumentate, se siano cambiate le procedure o se alcune decisioni amministrative risalgano a mandati precedenti.
È una questione di metodo, prima ancora che di giudizio.
Chi aveva il potere di autorizzare, liquidare e pagare?
Uno dei nuclei centrali della richiesta riguarda la distribuzione delle competenze amministrative.
Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità indipendente il cui Collegio esercita funzioni di garanzia disciplinate dall’ordinamento italiano ed europeo.
Ma l’organo collegiale non coincide con l’intera struttura amministrativa.
Il Regolamento n. 3/2000, relativo alla gestione amministrativa e alla contabilità dell’Autorità, disciplina le fasi della spesa pubblica, distinguendo l’assunzione degli impegni, la liquidazione e il pagamento.
Le relative competenze sono distribuite tra il segretario generale, i responsabili delle strutture amministrative e gli altri soggetti eventualmente delegati.
Per questa ragione Agenparl ha richiesto gli atti organizzativi relativi ai poteri di firma, alle deleghe, alle autorizzazioni delle missioni e alle procedure di verifica della documentazione giustificativa.
L’obiettivo è ricostruire la cosiddetta filiera della spesa.
Chi presentava una richiesta di rimborso? Chi era competente a esaminarla? Chi ne verificava la conformità alle regole? Chi disponeva la liquidazione? Chi sottoscriveva l’ordine di pagamento?
Sono domande che assumono particolare rilievo quando una spesa amministrativa diventa oggetto di contestazioni pubbliche o giudiziarie.
Occorre però distinguere la ricostruzione delle competenze dall’attribuzione delle responsabilità.
La presenza di una firma in un procedimento non dimostra automaticamente una responsabilità penale, così come il beneficiario di un rimborso non può essere ritenuto responsabile di un illecito senza la prova degli elementi previsti dalla legge.
La richiesta di documentazione è destinata proprio a consentire un esame più completo delle procedure, senza anticipare conclusioni sulla condotta delle persone coinvolte.
Bilanci e controlli interni: cosa veniva verificato?
Particolare attenzione viene riservata ai bilanci e al Servizio di controllo interno dell’Autorità.
Agenparl ha chiesto la documentazione relativa ai bilanci preventivi e consuntivi, alle relazioni degli organismi di controllo, alle eventuali osservazioni formulate e agli atti adottati dall’amministrazione in risposta.
La distinzione tra approvazione del bilancio e verifica delle singole operazioni è giuridicamente fondamentale.
Un parere favorevole sul bilancio non equivale necessariamente a una certificazione analitica della legittimità di ogni pagamento effettuato.
Allo stesso modo, l’emersione di contestazioni su alcune spese non dimostra automaticamente che i controlli interni siano stati omessi o svolti irregolarmente.
La valutazione richiede l’esame delle competenze attribuite all’organismo, della documentazione effettivamente verificata e degli eventuali rilievi formulati.
L’iniziativa giornalistica intende quindi approfondire non soltanto il risultato finale dei bilanci, ma anche il funzionamento concreto delle verifiche amministrativo-contabili.
Auto di servizio, ristoranti, alberghi e immobili: i costi da confrontare
La richiesta di accesso riguarda anche diverse categorie di spesa che hanno assunto rilievo nel dibattito pubblico.
Per le autovetture di servizio vengono richiesti dati sul numero dei mezzi, sui costi di acquisto o noleggio, sulle spese di manutenzione, sul carburante e sulle regole di utilizzo.
Per le missioni istituzionali l’obiettivo è conoscere i criteri di autorizzazione, le spese di viaggio, i pernottamenti, le eventuali deroghe e le disposizioni sui rimborsi.
Per le spese di rappresentanza vengono richiesti i dati relativi alla ristorazione istituzionale, ai criteri di ammissibilità e alle verifiche contabili.
Un ulteriore capitolo riguarda gli immobili utilizzati dall’Autorità, i contratti di locazione, i canoni corrisposti e le eventuali valutazioni su sedi alternative.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante perché un costo sostenuto durante un determinato mandato può derivare da decisioni contrattuali assunte molti anni prima.
Una corretta ricostruzione deve quindi individuare quando sia stata adottata una decisione, chi avesse il potere di assumerla e quali obblighi ne siano derivati negli esercizi successivi.
Il confronto tra i diversi Collegi dovrà inoltre considerare l’evoluzione delle funzioni dell’Autorità, l’organico, l’inflazione e gli altri fattori che possono incidere sui costi.
Il diritto di accesso come strumento di controllo democratico
L’istanza presentata da Luigi Camilloni trova il proprio riferimento normativo nell’articolo 5 del D.Lgs. 33/2013.
La disposizione riconosce il diritto di accesso civico generalizzato ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, entro i limiti previsti dall’ordinamento.
La finalità è favorire il controllo diffuso sull’esercizio delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
L’accesso civico generalizzato non richiede la dimostrazione di un interesse individuale qualificato.
Nel caso specifico, l’iniziativa si collega inoltre all’esercizio dell’attività giornalistica e all’interesse collettivo alla conoscenza della gestione delle risorse pubbliche.
Naturalmente, il diritto di accesso deve essere esercitato nel rispetto delle limitazioni previste dalla legge.
La protezione dei dati personali, la tutela di determinati interessi pubblici e l’eventuale segreto investigativo possono giustificare il diniego o la limitazione dell’ostensione di documenti specifici.
Per tale ragione, l’iniziativa non è finalizzata all’acquisizione indiscriminata di informazioni private, ma alla conoscenza delle procedure amministrative, degli atti di spesa e dei controlli, nei limiti consentiti.
L’accesso parziale e l’oscuramento dei dati non pertinenti rappresentano strumenti utili per conciliare l’interesse alla trasparenza con gli altri diritti tutelati dall’ordinamento.
I tempi della risposta e i prossimi passaggi
La disciplina dell’accesso civico generalizzato prevede ordinariamente la conclusione del procedimento entro trenta giorni, salve le sospensioni e le altre regole applicabili.
In caso di coinvolgimento di controinteressati, il procedimento segue le specifiche garanzie stabilite dalla legge.
L’Autorità potrà rendere disponibili i documenti, indicare quelli già pubblicati o adottare eventuali provvedimenti motivati di limitazione o diniego.
In tale ultima ipotesi l’ordinamento prevede strumenti di riesame e di tutela.
La consistenza della richiesta, che abbraccia un arco temporale particolarmente ampio, potrà richiedere una delimitazione collaborativa delle categorie documentali o un’organizzazione progressiva dell’ostensione, nel rispetto delle regole applicabili.
Per Agenparl, l’acquisizione degli atti rappresenterebbe il passaggio necessario per sviluppare le successive puntate dell’approfondimento sulla gestione economico-finanziaria dell’Autorità.
Soltanto attraverso l’esame dei documenti sarà infatti possibile formulare confronti attendibili tra i diversi periodi amministrativi.
Il principio di fondo: trasparenza per tutti, senza eccezioni e senza processi anticipati
La richiesta presentata dal direttore responsabile di Agenparl non costituisce un atto di accusa nei confronti dei componenti attuali o precedenti dell’Autorità, né nei confronti dei dirigenti e dei funzionari che hanno operato nella struttura amministrativa.
Non rappresenta neppure una valutazione sulle indagini della Procura della Repubblica di Roma, che seguono un percorso autonomo e devono svolgersi nel rispetto della presunzione di innocenza.
L’iniziativa risponde a una diversa esigenza: comprendere in maniera documentata come siano state amministrate le risorse pubbliche nel corso degli anni.
La trasparenza, per essere effettiva, deve consentire di conoscere le procedure, le responsabilità amministrative, le decisioni organizzative e i controlli, senza limitarsi a singoli episodi selezionati.
Questo principio vale per il Collegio insediatosi nel 2020.
Vale per i Collegi precedenti.
Vale per l’apparato amministrativo e per gli organismi di controllo, secondo le rispettive competenze.
Non si tratta di estendere sospetti, ma di applicare criteri uniformi alla ricostruzione dei fatti.
L’accesso agli atti rappresenta quindi il passaggio dal quesito giornalistico alla verifica documentale: non basta interrogarsi su come siano stati spesi i fondi dell’Autorità, occorre ricostruire le decisioni, le autorizzazioni e i controlli che hanno accompagnato quelle spese.
In un ordinamento fondato sulla legalità, sull’imparzialità e sul buon andamento della pubblica amministrazione, il controllo diffuso sull’utilizzo delle risorse costituisce un elemento essenziale della fiducia nelle istituzioni.
E un’autorità chiamata a garantire i diritti fondamentali dei cittadini ha tutto l’interesse istituzionale a rendere conoscibile, nei limiti della legge, il funzionamento della propria amministrazione.
La presentazione formale dell’istanza apre ora una nuova fase dell’approfondimento.
Non più soltanto domande sulle spese del Garante, ma una richiesta documentale che riguarda quattordici anni di amministrazione pubblica.
La risposta dell’Autorità e la documentazione eventualmente resa disponibile costituiranno la base dei successivi approfondimenti giornalistici.
Documentazione di riferimento: istanza di accesso civico generalizzato trasmessa il 5 novembre 2026; ricevuta PEC di accettazione delle ore 19:02:32; estremi della comunicazione di consegna indicati nella documentazione comunicata; articolo Agenparl del 5 novembre 2026.
Articolo precedente:
Il Garante della Privacy, Report e l’inchiesta della Procura: chi controllava le spese e perché è necessario esaminare anche i Collegi precedenti
