(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - La lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro richiede serietà, responsabilità e strumenti realmente efficaci. Su temi così delicati non servono slogan o contrapposizioni ideologiche, ma un confronto concreto, fondato sulla conoscenza delle norme e sul rispetto dei ruoli istituzionali.
È questa la posizione di Confagricoltura Umbria, che ribadisce il proprio impegno nella tutela della legalità, della dignità dei lavoratori e delle imprese agricole che operano nel rispetto delle regole.
“Quando si affrontano questioni delicate come il caporalato e lo sfruttamento del lavoro, è necessario farlo con la massima serietà, evitando slogan e facili semplificazioni – afferma Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria –. Occorre innanzitutto ricordare che il compito di definire le leggi e le regole spetta al Parlamento e al Governo, nell’ambito delle rispettive competenze, e non a chi compete invece la responsabilità di rappresentare le imprese, contribuire al confronto istituzionale e segnalare eventuali criticità delle norme, con l’obiettivo di renderle più eque ed efficaci”.
“Non possiamo inoltre dimenticare che la lotta al caporalato non parte da zero – prosegue Pennacchi –. Il nostro Paese dispone già di un sistema particolarmente articolato e rigoroso di controlli e sanzioni in materia di legislazione sociale e del lavoro, tra i più severi in Europa.”
In questo quadro si inserisce il tema della condizionalità sociale della Politica Agricola Comune. La PAC nasce, infatti, per sostenere il reddito degli agricoltori e la competitività del settore, mentre la legislazione sul lavoro disciplina gli obblighi delle imprese e prevede controlli e sanzioni a tutela dei lavoratori. Sono ambiti distinti, che devono concorrere a un obiettivo comune: garantire condizioni di lavoro dignitose e imprese economicamente sostenibili.
“Chi sfrutta i lavoratori deve essere perseguito e sanzionato con la massima fermezza, senza attenuanti – dichiara Pennacchi –. Ma opporsi a un sistema di penalizzazioni aggiuntive sugli aiuti PAC non equivale in alcun modo a giustificare lo sfruttamento”.
Confagricoltura Umbria respinge quindi ogni tentativo di trasformare una legittima divergenza sulle modalità di applicazione delle norme in una contrapposizione morale tra chi difende i lavoratori e chi rappresenta le imprese.
Da oltre cento anni Confagricoltura rappresenta le imprese agricole con autonomia, responsabilità e rispetto delle istituzioni e dei lavoratori. Una rappresentanza che impone anche il coraggio di evidenziare le contraddizioni delle norme e di chiedere interventi più equilibrati ed efficaci, senza cedere a semplificazioni o strumentalizzazioni.
“Non accettiamo lezioni di civiltà da nessuno. La legalità e il rispetto dei lavoratori sono valori imprescindibili, così come lo sono la tutela delle imprese e il principio di proporzionalità delle sanzioni – conclude il presidente Pennacchi –. La lotta al caporalato si rafforza con regole giuste, controlli efficaci e responsabilità chiaramente individuate, non con slogan o penalizzazioni indiscriminate. Rappresentare seriamente il mondo agricolo significa avere il coraggio di sostenere queste posizioni, anche quando risultano scomode”.
