(AGENPARL) - Roma, 2 Novembre 2026 - L’Oman starebbe valutando l’acquisto di caccia multiruolo JF-17 Thunder, sviluppati congiuntamente da Cina e Pakistan, nell’ambito di una possibile diversificazione delle proprie forniture militari. L’indiscrezione, riportata dalla pubblicazione specializzata Intelligence Online il 21 ottobre e successivamente approfondita da Army Recognition e Al-Monitor, assume particolare rilievo alla luce della visita di Stato del sultano Haitham bin Tariq in Cina, conclusasi oggi con un incontro con il presidente Xi Jinping.
Al momento non risulta annunciato alcun contratto per la fornitura dei velivoli, né sono stati comunicati ufficialmente il numero degli aerei eventualmente richiesti, il valore economico dell’operazione o i tempi di consegna. Le informazioni disponibili riguardano quindi una possibile acquisizione ancora in fase di valutazione, non un accordo concluso.
I caccia JF-17 e la diversificazione delle forniture militari
Secondo Intelligence Online, la Royal Air Force of Oman avrebbe avviato discussioni con Pechino e Islamabad riguardanti una possibile fornitura di JF-17 Thunder, velivoli da combattimento monomotore sviluppati dalla Pakistan Aeronautical Complex e dalla cinese Chengdu Aircraft Corporation.
La notizia è stata ripresa il 21 ottobre da Army Recognition, che ha analizzato le caratteristiche tecniche dei caccia e le possibili implicazioni per l’aeronautica omanita, attualmente equipaggiata anche con F-16 di produzione statunitense ed Eurofighter Typhoon europei.
L’eventuale acquisizione dei JF-17 rappresenterebbe un ampliamento della gamma dei fornitori militari del Sultanato, tradizionalmente legato a sistemi d’arma occidentali. Una scelta di questo tipo potrebbe offrire nuove possibilità di approvvigionamento, ma comporterebbe anche esigenze aggiuntive in termini di addestramento, manutenzione, logistica e integrazione operativa.
Particolare interesse riveste la versione JF-17 Block III, dotata di sistemi avionici aggiornati e radar a scansione elettronica attiva. Le caratteristiche del velivolo potrebbero renderlo una delle opzioni considerate per il rafforzamento delle capacità di difesa aerea, sebbene non sia stato confermato quale configurazione interesserebbe eventualmente all’Oman.
Il Sultano a Pechino: incontro con Xi Jinping
Il possibile interesse per i caccia sino-pakistani si inserisce in una fase di rafforzamento delle relazioni diplomatiche ed economiche tra Oman e Cina.
Il 2 novembre, il sultano Haitham bin Tariq ha incontrato a Pechino il presidente cinese Xi Jinping, nell’ambito di una visita di Stato svoltasi dal 1° al 2 novembre.
Si tratta della prima visita di un Sultano omanita in Cina dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi nel 1978, un passaggio dal significativo valore politico e diplomatico.
Secondo il comunicato congiunto pubblicato dal Ministero degli Esteri dell’Oman, le due parti hanno ribadito la volontà di rafforzare la fiducia politica reciproca, ampliare la cooperazione economica e intensificare il coordinamento sulle principali questioni regionali e internazionali.
Nel corso dei colloqui è stata inoltre sottolineata l’importanza di sviluppare ulteriormente il partenariato strategico bilaterale, con particolare attenzione agli investimenti, all’energia, alle infrastrutture e all’innovazione tecnologica.
La visita costituisce quindi un importante sviluppo nelle relazioni tra Mascate e Pechino, ma non rappresenta di per sé una conferma delle trattative relative ai JF-17.
Xi Jinping: il Golfo non deve diventare terreno di confronto tra grandi potenze
Uno degli aspetti politicamente più significativi dell’incontro riguarda la situazione di sicurezza in Medio Oriente, in particolare le tensioni legate alla guerra in Iran e alla stabilità delle rotte marittime del Golfo.
Secondo quanto riferito da Reuters il 2 novembre, Xi Jinping ha sottolineato che la regione mediorientale non dovrebbe trasformarsi in un teatro di rivalità geopolitica tra le grandi potenze, ribadendo la disponibilità cinese a collaborare con i Paesi arabi per favorire una soluzione diplomatica delle crisi regionali.
Nel comunicato congiunto, Cina e Oman hanno inoltre richiamato la necessità di ripristinare condizioni di navigazione normali e sicure attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il commercio internazionale di petrolio e gas.
I due Paesi hanno espresso sostegno alla ricerca di soluzioni pacifiche alle tensioni tra Stati Uniti e Iran, sottolineando l’importanza del dialogo e della stabilità regionale.
La posizione assume particolare rilevanza per l’Oman, che occupa una posizione geografica strategica all’ingresso dello Stretto di Hormuz e svolge tradizionalmente un ruolo diplomatico di mediazione nelle crisi del Golfo.
Le implicazioni per gli equilibri militari regionali
Un eventuale accordo per l’acquisto dei JF-17 potrebbe avere implicazioni che vanno oltre il semplice ammodernamento della flotta omanita.
Per il Pakistan, l’ingresso dei propri velivoli nel mercato omanita rappresenterebbe un’opportunità per consolidare le esportazioni militari verso il Golfo. Per la Cina, una possibile fornitura costituirebbe un ulteriore canale di presenza industriale e tecnologica in una regione nella quale i sistemi di difesa occidentali mantengono un ruolo importante.
Per Mascate, invece, la valutazione di nuovi fornitori potrebbe inserirsi in una strategia di diversificazione delle relazioni internazionali, pur mantenendo i rapporti consolidati con gli Stati Uniti e i partner europei.
Come evidenziato da Al-Monitor in un’analisi pubblicata il 1° novembre, uno degli interrogativi principali riguarda il rapporto tra i vantaggi della diversificazione e i costi derivanti dalla gestione di sistemi militari differenti.
L’integrazione di eventuali caccia JF-17 in una flotta già composta da velivoli occidentali richiederebbe infatti specifiche valutazioni tecniche, operative ed economiche.
Energia, commercio e sicurezza dello Stretto di Hormuz
Le relazioni tra Oman e Cina non riguardano esclusivamente il settore della difesa.
Pechino rappresenta uno dei principali interlocutori economici del Sultanato e un mercato fondamentale per le sue esportazioni energetiche. Il rafforzamento del partenariato bilaterale comprende la cooperazione nel petrolio e nel gas naturale, nelle energie rinnovabili, nelle infrastrutture e nelle nuove tecnologie.
Il comunicato congiunto del 2 novembre conferma l’intenzione dei due Paesi di ampliare la collaborazione economica e di sviluppare nuove opportunità commerciali e di investimento.
In questo quadro, la sicurezza dello Stretto di Hormuz costituisce un interesse condiviso. Le tensioni militari e le interruzioni dei traffici marittimi hanno infatti conseguenze dirette sulle catene di approvvigionamento energetico e sui costi del commercio internazionale.
La posizione geografica dell’Oman conferisce al Sultanato un ruolo particolarmente delicato, sia sul piano della sicurezza marittima sia su quello delle iniziative diplomatiche volte a contenere le crisi regionali.
Una possibile svolta ancora da confermare
L’eventuale acquisizione dei JF-17 Thunder potrebbe segnare un’evoluzione nelle scelte di approvvigionamento militare dell’Oman, ma le informazioni attualmente disponibili non consentono di considerare conclusa alcuna operazione.
La visita del sultano Haitham bin Tariq a Pechino e il rafforzamento del partenariato strategico con la Cina costituiscono invece sviluppi diplomatici ufficialmente documentati.
Resta quindi da verificare se le discussioni sui velivoli sino-pakistani si tradurranno in un accordo concreto e quali conseguenze potrebbe avere una simile decisione sugli equilibri militari e industriali del Golfo.
In una regione segnata dalla guerra in Iran, dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dalla crescente competizione internazionale, le scelte dell’Oman saranno osservate con attenzione non soltanto dai principali fornitori di sistemi di difesa, ma anche dai partner economici e diplomatici del Sultanato.
Fonti: Ministero degli Affari Esteri del Sultanato dell’Oman, comunicato congiunto Oman-Cina del 2 novembre 2026; Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese; Reuters; Intelligence Online; Army Recognition.
