(AGENPARL) - Roma, 2 Novembre 2026 - La dirigente messicano-americana, già presidente di EWTN News, assume la guida operativa del sistema mediatico della Santa Sede dopo l’entrata in carica del 1° novembre. È la prima donna e la prima persona non italiana a dirigere il Dicastero per la Comunicazione. La sua provenienza da una rete cattolica statunitense spesso critica verso Papa Francesco apre interrogativi sul nuovo corso voluto da Leone XIV.
CITTÀ DEL VATICANO, 2 novembre 2026 – Si apre oggi la prima settimana lavorativa di Maria Montserrat Alvarado alla guida del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. La dirigente messicano-americana di 39 anni, conosciuta come Montse Alvarado, è entrata formalmente in carica domenica 1° novembre, succedendo a Paolo Ruffini, che dirigeva il Dicastero dal 2018. La nomina, annunciata da Papa Leone XIV il 2 giugno scorso, segna un passaggio significativo nella storia della Curia romana: per la prima volta una donna laica assume la responsabilità del vasto organismo che coordina le attività di informazione e comunicazione del Vaticano. Alvarado è inoltre la prima persona non italiana a ricoprire questo incarico, in un settore strategico per la presenza internazionale della Santa Sede, per il rapporto con i mezzi d’informazione e per la diffusione dei messaggi del Pontefice in tutto il mondo.
La nuova prefetta assume la direzione di una struttura che riunisce realtà storiche e piattaforme digitali della comunicazione vaticana, tra cui Vatican News, Radio Vaticana, L’Osservatore Romano e le attività della Sala Stampa della Santa Sede. Si tratta di un sistema articolato, chiamato a raccontare l’attività del Papa, della Curia e della Chiesa universale attraverso numerose lingue e canali, rivolgendosi contemporaneamente ai fedeli, ai giornalisti, alle istituzioni e all’opinione pubblica internazionale. La scelta di una professionista con una lunga esperienza nella gestione di media cattolici globali indica la volontà di affidare questo apparato a una figura con competenze manageriali e una conoscenza diretta delle dinamiche dell’informazione contemporanea. Allo stesso tempo, la provenienza di Alvarado dagli Stati Uniti introduce un elemento di novità in un settore che, pur avendo una vocazione universale, è stato tradizionalmente guidato da figure italiane.
Dalla guida di EWTN News al vertice della comunicazione vaticana
Nata in Messico e cresciuta negli Stati Uniti, dove si è trasferita da bambina con la famiglia, Alvarado ha trascorso parte della propria giovinezza a Miami prima di proseguire gli studi a Washington. La sua carriera professionale si è sviluppata inizialmente nel campo della difesa della libertà religiosa, attraverso un’esperienza di circa quattordici anni presso il Becket Fund for Religious Liberty, organizzazione statunitense senza scopo di lucro impegnata in controversie e iniziative legali riguardanti il diritto alla libertà di religione. Successivamente è approdata nel settore dell’informazione cattolica, assumendo nel 2023 la presidenza e la direzione operativa di EWTN News, la divisione giornalistica dell’Eternal Word Television Network, uno dei maggiori gruppi mediatici cattolici degli Stati Uniti, con una presenza internazionale consolidata.
Alla guida di EWTN News, Alvarado ha supervisionato attività editoriali distribuite su televisione, radio, stampa, piattaforme digitali e social network, con produzioni in sette lingue e una rete di pubblico che supera ampiamente i confini nordamericani. È un’esperienza che presenta affinità con la complessità organizzativa del Dicastero vaticano, pur collocandosi in un contesto istituzionale profondamente diverso. Nel suo nuovo ruolo, infatti, non sarà chiamata soltanto a gestire un gruppo di media, ma a coordinare strumenti di comunicazione che rappresentano direttamente la Santa Sede e che devono rispondere alle esigenze informative di una Chiesa presente in ogni continente. La capacità di coniugare autonomia professionale, sensibilità ecclesiale e coerenza istituzionale costituirà quindi uno degli aspetti centrali del suo mandato.
La stessa Alvarado ha raccontato che la scelta del Pontefice l’ha colta di sorpresa. In un’intervista rilasciata a EWTN News, ha spiegato di non aver presentato una candidatura e di non essere stata selezionata attraverso un normale processo di assunzione, sottolineando che la decisione è arrivata direttamente da Leone XIV. La circostanza conferisce alla nomina un particolare significato istituzionale: il Papa ha individuato personalmente una figura esterna alla tradizionale carriera curiale, scegliendo una professionista formatasi nell’ambiente dei media cattolici statunitensi. Non sono state rese note motivazioni dettagliate che consentano di attribuire alla decisione uno specifico obiettivo politico o ecclesiale, ma il profilo della nuova prefetta rende inevitabile un confronto con gli orientamenti e le tensioni che hanno caratterizzato negli ultimi anni il rapporto tra una parte del cattolicesimo americano e il Vaticano.
Il rapporto con EWTN e le critiche a Papa Francesco
Uno degli elementi che rendono la nomina particolarmente significativa riguarda proprio il passato professionale di Alvarado in EWTN. Fondata negli Stati Uniti da Madre Angelica, una religiosa clarissa, la rete è diventata nel corso dei decenni un punto di riferimento per una parte importante del pubblico cattolico, soprattutto negli ambienti più legati alla tradizione dottrinale e liturgica. Durante il pontificato di Francesco, alcuni programmi e commentatori del gruppo hanno espresso posizioni fortemente critiche verso le scelte del Pontefice argentino, in particolare su questioni ecclesiali, pastorali e culturali. Il rapporto tra la rete e il Vaticano non è stato quindi sempre privo di tensioni, anche se sarebbe improprio identificare l’intera attività editoriale di EWTN con una posizione univoca di opposizione al precedente Papa.
Nel 2021 Francesco aveva criticato pubblicamente, senza nominarla, un’importante emittente televisiva cattolica che, a suo giudizio, attaccava costantemente il Pontefice. Le sue parole furono interpretate da diversi osservatori come un riferimento all’ambiente mediatico di EWTN, alimentando il dibattito sul ruolo dei mezzi di comunicazione confessionali e sui limiti della critica interna alla Chiesa. Alvarado lavorava già nell’organizzazione in quel periodo, ma non vi sono elementi sufficienti per attribuirle personalmente le posizioni espresse dai singoli commentatori o programmi della rete. La distinzione è essenziale per valutare correttamente la sua nomina: il suo percorso professionale si è svolto all’interno di un gruppo caratterizzato da una precisa identità editoriale, ma questo non permette di dedurre automaticamente quali saranno le sue scelte alla guida della comunicazione istituzionale vaticana.
La decisione di Leone XIV potrebbe essere interpretata come un segnale di attenzione verso competenze professionali maturate in ambienti ecclesiali differenti da quelli tradizionalmente vicini alla Curia. Tuttavia, sarebbe prematuro descriverla come un cambiamento di linea rispetto al pontificato precedente o come una riconciliazione formale con il cattolicesimo conservatore statunitense. Il nuovo Papa, primo Pontefice nato negli Stati Uniti, conosce direttamente la complessità della realtà ecclesiale nordamericana, ma la nomina di una dirigente proveniente da EWTN può essere letta in diversi modi: come valorizzazione dell’esperienza manageriale, come apertura a nuove sensibilità o come scelta orientata a rafforzare la capacità della Santa Sede di comunicare con un pubblico globale. Saranno le decisioni operative della nuova prefetta, più che le interpretazioni formulate al momento dell’insediamento, a chiarire l’effettiva direzione del suo mandato.
Una donna laica alla guida di un organismo strategico della Curia
L’arrivo di Alvarado rappresenta anche un passaggio importante nel percorso di maggiore partecipazione delle donne alle responsabilità di governo della Santa Sede. Il suo predecessore, Paolo Ruffini, era stato nominato da Papa Francesco nel 2018, diventando il primo laico a guidare un dicastero vaticano. La scelta di Leone XIV porta ora una donna laica alla direzione dello stesso organismo, superando un’altra barriera simbolica e istituzionale in un sistema che per lungo tempo ha riservato le principali posizioni di vertice a ecclesiastici e, più recentemente, a religiose. La novità non riguarda soltanto il genere della nuova prefetta, ma anche il suo profilo professionale: Alvarado arriva alla Curia dopo una carriera sviluppata in organizzazioni indipendenti, nel mondo giuridico e nell’industria dei media, senza aver seguito un percorso interno all’amministrazione vaticana.
Interpellata dall’AFP, la storica Lucetta Scaraffia, già promotrice della rivista Donne Chiesa Mondo, ha sottolineato il rilievo della scelta di una professionista selezionata per le proprie capacità e per l’esperienza maturata nella gestione della comunicazione. Secondo Scaraffia, la provenienza internazionale della nuova prefetta potrebbe favorire un approccio differente rispetto alle consuetudini del passato e contribuire a modificare il modo in cui vengono valorizzate le competenze femminili ai vertici delle istituzioni ecclesiastiche. Si tratta di una valutazione interpretativa, che si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo delle donne nella Chiesa cattolica, ma che mette in evidenza un dato concreto: Alvarado assume una responsabilità di governo di primo piano in virtù di un percorso professionale riconoscibile, in un settore nel quale le competenze tecniche e organizzative hanno un peso crescente.
Il Dicastero per la Comunicazione si trova oggi di fronte a sfide che vanno ben oltre la gestione ordinaria delle notizie vaticane. La trasformazione digitale dell’informazione, la diffusione dei contenuti attraverso piattaforme globali, la crescente frammentazione del pubblico e la necessità di contrastare disinformazione e manipolazioni impongono alle istituzioni religiose di ripensare linguaggi, strumenti e modalità di relazione con i destinatari dei propri messaggi. A queste esigenze si aggiunge la complessità di comunicare in contesti culturali, politici e linguistici molto differenti, preservando l’unità del messaggio istituzionale senza ridurre la pluralità delle esperienze ecclesiali. L’esperienza internazionale di Alvarado potrà rappresentare una risorsa, ma la sua efficacia dovrà essere misurata attraverso risultati concreti, dalla capacità di coordinamento delle strutture esistenti all’evoluzione delle strategie editoriali.
L’inizio della prima settimana lavorativa della nuova prefetta segna dunque l’avvio di una fase che sarà osservata con attenzione sia all’interno del Vaticano sia negli ambienti cattolici internazionali. La nomina di Maria Montserrat Alvarado riunisce tre elementi di novità: una donna laica alla guida del Dicastero, una dirigente non italiana alla responsabilità della comunicazione della Santa Sede e una professionista proveniente da una delle più influenti realtà mediatiche cattoliche degli Stati Uniti. È una combinazione che rende la scelta di Leone XIV particolarmente significativa, ma che non consente ancora di anticiparne gli effetti sugli equilibri ecclesiali e sulle politiche comunicative del Vaticano. Da oggi l’attenzione si sposta dalla nomina alle decisioni: saranno le priorità organizzative, il rapporto con i media e il modo di raccontare il pontificato a definire il profilo della nuova stagione della comunicazione vaticana.
Fonti: AFP; Sala Stampa della Santa Sede; L’Osservatore Romano; EWTN News.
