(AGENPARL) - Roma, 2 Novembre 2026 - Il progetto Niat-Rasgha prevede 500 MW di nuova capacità eolica. DEG, BERS e BEI partecipano al finanziamento di un investimento strategico per la sicurezza energetica egiziana e la cooperazione economica tra Europa e Africa.
L’Egitto rafforza il proprio programma di sviluppo delle energie rinnovabili con un investimento da circa 580 milioni di dollari destinato alla realizzazione di due nuovi parchi eolici nell’area del Mar Rosso. Il progetto, denominato Niat-Rasgha, prevede una capacità installata complessiva di 500 megawatt, suddivisa tra due impianti da 250 MW ciascuno.
L’operazione assume particolare rilievo anche per il coinvolgimento della finanza europea. Tra le istituzioni partecipanti figurano la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la tedesca DEG, società del gruppo KfW specializzata nel finanziamento del settore privato nei mercati emergenti.
Secondo le informazioni diffuse da DEG il 22 ottobre 2026, il progetto beneficia di un pacchetto di finanziamenti che coinvolge queste tre istituzioni per un ammontare complessivo indicato in circa 437 milioni di dollari. Il sostegno comprende anche strumenti di garanzia riconducibili al quadro europeo EFSD+, destinato a favorire gli investimenti sostenibili nei Paesi partner.
L’Europa e gli investimenti nelle rinnovabili egiziane
Il finanziamento dei due impianti conferma l’interesse delle istituzioni europee per il settore energetico egiziano, considerato strategico sia per lo sviluppo economico del Paese sia per la cooperazione con il Mediterraneo meridionale.
L’Egitto dispone di condizioni favorevoli alla produzione di energia eolica, in particolare lungo la costa del Mar Rosso e nell’area del Golfo di Suez, dove l’intensità e la regolarità dei venti rendono possibili progetti di grandi dimensioni.
La realizzazione di nuova capacità rinnovabile può contribuire a diversificare il sistema elettrico nazionale, ridurre la dipendenza dalla generazione alimentata da combustibili fossili e sostenere la crescente domanda di elettricità dell’economia egiziana.
Per l’Unione europea, il sostegno finanziario a queste infrastrutture si inserisce in una più ampia strategia di cooperazione economica e climatica con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Il ricorso a finanziamenti di lungo periodo e a strumenti di garanzia pubblica può inoltre favorire la partecipazione di capitali privati a investimenti caratterizzati da costi iniziali elevati.
Due impianti da 250 MW e un investimento da 580 milioni di dollari
Il progetto Niat-Rasgha comprende due parchi eolici da 250 MW ciascuno, per un totale di 500 MW.
Il valore complessivo dell’investimento, stimato in circa 580 milioni di dollari, non deve essere confuso con l’ammontare dei finanziamenti concessi dalle istituzioni europee coinvolte. Questi ultimi rappresentano una componente della struttura finanziaria dell’operazione, che può comprendere anche altre forme di capitale e finanziamento.
L’iniziativa si aggiunge agli altri grandi progetti rinnovabili in corso di sviluppo in Egitto, dove l’espansione dell’eolico e del fotovoltaico sta attirando l’attenzione di banche multilaterali, investitori internazionali e operatori industriali.
La disponibilità di finanziamenti strutturati è uno degli elementi decisivi per trasformare i programmi energetici in infrastrutture effettivamente realizzabili, soprattutto in mercati nei quali il costo del capitale e il rischio finanziario possono incidere sulla sostenibilità economica dei progetti.
Le possibili ricadute per la filiera industriale europea
Gli investimenti nell’eolico non riguardano soltanto la produzione di elettricità. La costruzione e la gestione di grandi impianti richiedono turbine, componenti elettromeccanici, trasformatori, sistemi di controllo, opere civili, infrastrutture di rete e servizi di manutenzione.
Un elemento significativo dell’operazione riguarda anche il coinvolgimento industriale europeo. Secondo quanto riportato da DEG nel comunicato del 22 ottobre 2026, Siemens Gamesa è stata individuata come fornitrice delle turbine eoliche destinate ai due impianti Niat e Rasgha e sarà coinvolta nei servizi di gestione e manutenzione. La partecipazione dell’azienda, appartenente al gruppo Siemens Energy, evidenzia come gli investimenti nelle energie rinnovabili egiziane possano generare opportunità non soltanto per le istituzioni finanziarie, ma anche per la filiera tecnologica e industriale europea.
Si tratta di attività nelle quali operano numerose imprese europee, comprese aziende italiane specializzate in ingegneria, impiantistica, tecnologie elettriche e servizi industriali.
Il progetto egiziano rappresenta quindi un esempio del potenziale economico della transizione energetica nel Mediterraneo allargato. Non risultano tuttavia, sulla base delle informazioni esaminate, bandi internazionali aperti o contratti specifici già attribuiti a imprese italiane nell’ambito dell’iniziativa Niat-Rasgha. Eventuali opportunità commerciali dovranno essere valutate attraverso le procedure di approvvigionamento e le comunicazioni ufficiali dei soggetti responsabili.
Il Mediterraneo come area strategica per la cooperazione energetica
L’operazione evidenzia il crescente collegamento tra politiche energetiche, investimenti infrastrutturali e relazioni economiche euro-africane.
Per l’Egitto, lo sviluppo delle rinnovabili costituisce uno strumento per rafforzare il sistema elettrico e sostenere la crescita industriale. Per le istituzioni europee, il finanziamento di progetti energetici nei Paesi partner permette di accompagnare la transizione climatica e di consolidare rapporti economici di lungo periodo.
La partecipazione di BERS, BEI e DEG al progetto Niat-Rasgha mostra come la finanza per lo sviluppo possa svolgere un ruolo concreto nella realizzazione di infrastrutture energetiche di grande scala.
In questo contesto, il Mar Rosso si conferma una delle aree più rilevanti per la crescita della capacità eolica egiziana, mentre la cooperazione finanziaria con l’Europa contribuisce a sostenere investimenti destinati ad avere effetti sul sistema energetico del Paese nei prossimi anni.
Fonti: DEG – Deutsche Investitions- und Entwicklungsgesellschaft; Banca europea per gli investimenti (BEI); Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS); Alcazar Energy Partners.
