(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - "In diversi Paesi arabi, chi crea movimenti online di rivolta contro la società e alimenta il disordine pubblico rischia pene durissime, fino alla reclusione e, in alcuni casi, persino alla pena di morte.
In Italia, invece, Youssef Siher è già libero e può tornare tranquillamente a casa.
Alla luce dell'attuale contesto geopolitico internazionale, dei nuovi conflitti e delle guerre ibride in corso, che coinvolgono anche il nostro Paese, dovremmo interrogarci sul confine tra tolleranza, rispetto dei principi democratici e garantismo, da una parte, e necessità di difendere le nostre istituzioni, dall'altra. La tutela delle libertà non può tradursi in una sottovalutazione dei rischi per la sicurezza nazionale e per la tenuta democratica del Paese".
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