(AGENPARL) - Roma, 5 Ottobre 2026 - stesso diritto serve per ogni cittadino, come prevede la nostra proposta di
legge. Chiediamo che venga calendarizzata*
Giorgia Meloni ha registrato la sua voce come marchio all'Ufficio
dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, per proteggerla dai
cloni dell'intelligenza artificiale. Legittimo. Ma è singolare che la
presidente del Consiglio si costruisca uno scudo personale dopo che
l'Unione Europea ha previsto un marchio obbligatorio sui contenuti politici
generati con l'IA. E dopo che la legge italiana recentemente approvata ha
previsto la pena del carcere per chi diffonde non consensualmente audio,
video o immagini alterati con l'IA ed idonei a indurre in inganno o causare
un danno ingiusto. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
Giorgia Meloni – prosegue la deputata rossoverde – sta ammettendo che le
sue stesse leggi non bastano a tutelarla e a difendere gli elettori dal
mare di menzogna che ha invaso i social network? Ne siamo contenti, perché
sono anni che lo sosteniamo.
In Parlamento c'è una proposta di legge di Alleanza Verdi e Sinistra che
introduce un vero e proprio diritto d'autore personale: ogni cittadino
titolare della propria immagine, della propria voce e dei propri tratti
somatici, protetti da qualsiasi manipolazione con l'intelligenza
artificiale. Esattamente la tutela che Meloni ha scelto per sé ma garantita
a tutti per legge. Perché non la calendarizzano e approvano prima
dell'inizio della campagna elettorale? Meloni stessa ha detto: io posso
difendermi, molti altri no. Chi governa non deve limitarsi a constatare i
problemi, ha il dovere di risolverli, per tutti e non solo per se stessa,
conclude Piccolotti.