(AGENPARL) - Roma, 18 Settembre 2026 - Dalle assegnazioni alle rendicontazioni, dai rilievi alle revoche, fino alle somme effettivamente recuperate. L’inchiesta di Agenparl entra nella fase documentale: sei richieste indirizzate a CONI, Sport e Salute, Dipartimento per lo Sport, ANAC, Corte dei conti e Guardia di Finanza per ricostruire, con dati e atti, come ha funzionato il sistema dei controlli dal 2021 al 2026.
L’inchiesta sui finanziamenti pubblici allo sport arriva a un passaggio decisivo. Dopo avere ricostruito l’architettura delle competenze e individuato i punti nei quali la documentazione pubblicamente disponibile non consente ancora di formulare conclusioni, Agenparl ha predisposto richieste distinte rivolte alle principali istituzioni coinvolte nel sistema.
L’obiettivo non è dimostrare una tesi precostituita. È ottenere i documenti necessari per stabilire, sulla base di dati verificabili, quanto denaro pubblico sia stato controllato, con quali procedure, con quali risultati e, quando siano emerse criticità, quali conseguenze finanziarie ne siano derivate.
Le istanze sono presentate dal Dr. Luigi Camilloni, Direttore responsabile dell’Agenparl, nell’ambito dell’inchiesta «INCHIESTA SPORT» e sono predisposte per essere trasmesse separatamente ai diversi destinatari. Per ciascuna viene richiesta anche la comunicazione del numero e della data di protocollo.
Dal finanziamento al controllo: la domanda che resta aperta
Una cosa è sapere quanto viene assegnato. Un’altra è sapere che cosa succede dopo.
Sport e Salute pubblica nella propria sezione trasparenza criteri, verbali e delibere relativi ai contributi agli Organismi Sportivi. L’archivio 2026 distingue, tra gli altri, FSN, DSA, EPS, Associazioni Benemerite e Gruppi Sportivi militari e civili e contiene anche provvedimenti relativi a specifiche rendicontazioni.
Questo rende conoscibile una parte importante del ciclo finanziario, ma non risponde automaticamente alle domande centrali dell’inchiesta: quante rendicontazioni sono state effettivamente controllate? Quante hanno richiesto integrazioni? Quante verifiche hanno prodotto rilievi? Quali importi non sono stati riconosciuti? Quante somme sono state richieste indietro e quante sono effettivamente rientrate?
Sono grandezze che devono rimanere separate.
Una spesa non ammessa non equivale necessariamente a una revoca. Una rideterminazione non è automaticamente una sanzione. Una richiesta di restituzione non dimostra che il denaro sia già stato recuperato. E una variazione nell’assegnazione annuale non può essere trasformata, senza un atto che lo dimostri, nella conseguenza di un’irregolarità.
È proprio questa distinzione a costituire uno dei cardini dell’inchiesta.
Al CONI: quanti controlli sono stati realmente effettuati?
La documentazione istituzionale del CONI conferma l’esistenza di un sistema di vigilanza sulle Federazioni Sportive Nazionali.
Nel Bilancio di sostenibilità 2023 il CONI descrive due funzioni dell’Ufficio Vigilanza: verifiche preventive, comprendenti la valutazione ciclica del sistema di controllo interno federale, e verifiche ad hoc, di dettaglio o ispettive, su specifici aspetti amministrativo-contabili. Lo stesso documento ricorda il controllo sui profili di budget e bilancio delle Federazioni.
L’esistenza del modello, tuttavia, non dice ancora quale sia stata la sua applicazione concreta anno per anno.
Per questo Agenparl chiede al CONI i dati aggregati dal 2021 al 2026 sul numero delle verifiche effettuate su FSN e DSA, distinguendo, quando il dato esiste, controlli ordinari, verifiche documentali, approfondimenti e ispezioni. Vengono richiesti separatamente anche gli esiti: controlli conclusi senza rilievi, richieste di chiarimenti o integrazioni, rilievi, prescrizioni, misure correttive e ulteriori conseguenze.
È un passaggio essenziale anche per una ragione metodologica: pubblicare soltanto i casi problematici produrrebbe una rappresentazione incompleta del sistema. Per misurare l’efficacia del controllo occorre conoscere anche il denominatore e sapere quante verifiche si siano concluse senza contestazioni.
A Sport e Salute: dalla rendicontazione al recupero effettivo
Il secondo livello riguarda il soggetto che gestisce e assegna una parte centrale delle risorse destinate agli Organismi Sportivi.
La documentazione pubblica di Sport e Salute dimostra che il sistema non si esaurisce nell’atto di assegnazione. Le linee guida relative a progettualità finanziate nel 2025 disciplinano, per esempio, costi diretti, costi indiretti, rendicontazione e divieto di finanziare le stesse spese attraverso altri contributi della finanza pubblica.
Ma anche qui l’informazione decisiva è quella che viene dopo la regola: la sua applicazione.
A Sport e Salute Agenparl domanda quindi i disciplinari e i manuali di rendicontazione, le procedure di controllo, l’eventuale utilizzo di verifiche documentali, controlli a campione o basati sul rischio e le procedure utilizzate in presenza di anomalie, scostamenti, duplicazioni di spesa o impieghi non conformi.
Soprattutto, vengono richiesti per ciascun anno dal 2021 al 2026 il numero delle rendicontazioni controllate e gli importi interessati da mancata ammissione della spesa, rideterminazione, sospensione, revoca, richiesta di restituzione e recupero effettivo, mantenendo distinte le diverse causali.
La distinzione tra somme richieste e somme effettivamente recuperate è fondamentale.
È lì che un sistema di controllo finanziario può essere misurato nei suoi effetti, non soltanto nelle sue procedure.
Al Dipartimento per lo Sport: quante volte si è arrivati a revoche e recuperi?
Esiste poi il livello dell’Autorità di Governo.
La richiesta indirizzata al Dipartimento per lo Sport punta a ricostruire i procedimenti nei quali, dal 2021 al 2026, siano state formalmente valutate o adottate riduzioni, sospensioni, revoche totali o parziali, richieste di restituzione o altre misure riguardanti risorse assegnate agli Organismi Sportivi. Agenparl chiede inoltre gli importi interessati, gli esiti e le somme eventualmente recuperate.
Il Dipartimento costituisce un nodo importante anche per un’altra ragione.
Il 31 maggio 2024 ha sottoscritto con la Guardia di Finanza un protocollo di collaborazione finalizzato a rafforzare prevenzione e contrasto degli illeciti collegati all’erogazione di contributi nazionali ed europei destinati allo sport. Il comunicato istituzionale parla di scambi informativi, approfondimenti da parte della componente speciale della Guardia di Finanza, progetti operativi e possibile attivazione dei reparti territoriali per riscontri sul campo.
L’esistenza del protocollo, però, non permette di dedurre quante verifiche siano state concretamente avviate né quale sia stato il loro esito.
Anche questo è precisamente il confine che l’inchiesta intende rispettare: un meccanismo di controllo previsto non equivale a un controllo eseguito; un controllo eseguito non equivale a un’irregolarità accertata.
Alla Guardia di Finanza: dati aggregati, non informazioni sulle indagini
La richiesta alla Guardia di Finanza è stata delimitata proprio per evitare sovrapposizioni con attività investigative non ostensibili.
Agenparl non chiede informazioni su indagini in corso o coperte da segreto. Chiede, nei limiti di ciò che è disponibile e divulgabile, protocolli e accordi istituzionali e dati esclusivamente aggregati sul numero di controlli o interventi effettuati tra il 2021 e il 2026 nel settore della spesa pubblica sportiva e dei contributi destinati a soggetti sportivi.
È una differenza sostanziale.
L’obiettivo giornalistico non è entrare in fascicoli investigativi riservati, ma comprendere se sia possibile misurare pubblicamente l’attività di tutela della spesa sportiva.
Alla Corte dei conti: distinguere controllo finanziario e singola rendicontazione
Un’altra richiesta è indirizzata alla Corte dei conti.
Qui la cautela terminologica è ancora più importante. Le relazioni della magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti rappresentano una fonte fondamentale, ma non devono essere descritte come se costituissero automaticamente il controllo analitico di ogni fattura, progetto o rendiconto di ogni Federazione.
Agenparl chiede pertanto le relazioni, le deliberazioni e gli altri documenti pubblici disponibili relativi al controllo sulla gestione finanziaria del CONI e di Sport e Salute per gli esercizi 2021-2026, oltre agli estremi delle relazioni trasmesse al Parlamento e, nei limiti dell’accessibilità, ai documenti o dati aggregati utili a ricostruire osservazioni, rilievi e raccomandazioni sulla gestione delle risorse destinate allo sport.
La stessa richiesta distingue espressamente la documentazione amministrativa e pubblica dagli eventuali atti appartenenti ad ambiti giurisdizionali, istruttori o requirenti non accessibili.
Non è un dettaglio formale: è una garanzia di correttezza dell’inchiesta.
Ad ANAC: quali regole valgono oggi per Federazioni, trasparenza e risorse pubbliche?
Il sesto tassello documentale riguarda ANAC.
Agenparl chiede gli atti adottati tra il 2021 e il 2026 riguardanti FSN, DSA e altri Organismi Sportivi in materia di trasparenza, contratti pubblici e impiego delle risorse pubbliche, nonché gli atti successivi alla delibera ANAC n. 367/2022 che ne abbiano confermato, precisato, aggiornato o superato i contenuti rilevanti.
Anche la forma utilizzata per le istanze ha una precisa base normativa. ANAC ricorda che l’accesso civico generalizzato previsto dall’articolo 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013 è finalizzato anche a favorire forme diffuse di controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. L’Autorità precisa inoltre che possono essere richiesti dati e documenti già detenuti dall’amministrazione, mentre l’ente non è tenuto a creare informazioni nuove o a effettuare rielaborazioni che non possiede già.
È per questa ragione che le richieste di Agenparl puntano, ove possibile, su atti esistenti e dati aggregati già disponibili, anziché pretendere la costruzione di statistiche inesistenti.
Sei protocolli, poi parleranno i documenti
A tutte le amministrazioni e istituzioni destinatarie viene chiesto di comunicare il numero di protocollo attribuito all’istanza e la relativa data di protocollazione.
Non è soltanto una formalità.
Il protocollo crea una traccia verificabile dell’inizio della fase di accesso e consentirà di seguire separatamente ciascun procedimento: data della richiesta, eventuali interlocuzioni, documenti ricevuti, accessi parziali, differimenti, dinieghi e motivazioni.
Secondo le indicazioni pubblicate da ANAC, il procedimento di accesso civico generalizzato deve concludersi con un provvedimento espresso e motivato entro trenta giorni dalla presentazione, salvo la sospensione prevista in presenza di controinteressati.
Da quel momento l’inchiesta potrà compiere il passaggio più importante: dalle regole dichiarate ai risultati misurabili.
Quanti controlli sono stati eseguiti?
Su quale quota delle risorse pubbliche?
Quanti si sono conclusi senza rilievi?
Quanti hanno richiesto integrazioni?
Quanti hanno determinato spese non riconosciute, rideterminazioni o revoche?
Quante restituzioni sono state richieste?
E soprattutto: quanto denaro è stato effettivamente recuperato?
Sono domande diverse e richiedono risposte diverse.
L’inchiesta di Agenparl continuerà a pubblicare ciò che i documenti consentiranno di affermare, distinguendo gli atti dalle dichiarazioni, i rilievi preliminari dagli accertamenti definitivi, le somme contestate da quelle effettivamente recuperate e, con la stessa evidenza, i controlli conclusi senza irregolarità.
Perché il punto non è dimostrare che il sistema dei controlli funzioni o non funzioni.
Il punto è misurarlo.
