(AGENPARL) - Roma, 5 Settembre 2026 - "La Presidente Giorgia Meloni ha fatto bene a raccogliere l'appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, perché le sue parole non possono lasciarci indifferenti. Nel dolore più grande che un padre possa vivere, ha chiesto alla politica di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché altre famiglie non debbano subire la stessa tragedia. È un appello che, come componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, sento profondamente e che condivido. In questa legislatura abbiamo compiuto passi importanti: sono state rafforzate le tutele e il Codice rosso, potenziato e reso strutturale il reddito di libertà, aumentate le risorse per centri antiviolenza e case rifugio e introdotto il femminicidio come reato autonomo. Ma davanti a Lorena e davanti a ogni donna uccisa dobbiamo avere l'umiltà di riconoscere che quanto fatto non basta ancora. La vicenda di Lorena ci consegna, inoltre, un elemento sul quale dobbiamo riflettere con grande attenzione. Secondo quanto raccontato dalla sua famiglia, aveva paura del suo ex, ma non aveva denunciato. Quando è stata sequestrata è riuscita a chiedere aiuto al 112 e la macchina dei soccorsi si è attivata, ma purtroppo non è stato sufficiente a salvarla. È proprio su quel "prima" che dobbiamo continuare a lavorare. Dobbiamo aiutare una donna a riconoscere i segnali di pericolo, darle la certezza che chiedere aiuto significa essere protetta e riuscire a intercettare le situazioni di rischio prima che la violenza diventi irreparabile. E dobbiamo partire anche dai giovani e dalla scuola. Lo ha chiesto il papà di Lorena e credo sia un'indicazione che la politica debba ascoltare: educare al rispetto, alla libertà dell'altro, alla capacità di accettare un rifiuto e la fine di una relazione. Nessuno può pensare di possedere un'altra persona. Su questo tema non devono esserci maggioranza e opposizione. A Franco Isceri e alla famiglia di Lorena va la mia vicinanza. Ma alle loro parole dobbiamo soprattutto una risposta fatta di lavoro e responsabilità. Ogni donna che non riusciamo a proteggere è una sconfitta. L'impegno deve essere quello indicato oggi dal padre di Lorena: lavorare insieme perché si riesca ad arrivare prima. Prima che sia troppo tardi".
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