(AGENPARL) - Roma, 5 Settembre 2026 - Le autorità di Seoul stanno esaminando diverse opzioni per contribuire alla sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. L’esecutivo mantiene tuttavia una posizione di estrema cautela e frena sulle ipotesi di un imminente invio di contingenti militari.
Secondo quanto emerso da indiscrezioni di stampa, tra le opzioni tecniche allo studio vi sarebbe l’impiego di assetti di sorveglianza marittima. Tra questi figurano i pattugliatori a lungo raggio P-8A Poseidon, unità specializzate nella bonifica di mine navali e una nave di supporto logistico. Il dossier si inserisce nel quadro delle interlocuzioni in corso con gli Stati Uniti e con altri partner occidentali, tra cui Regno Unito e Francia, attivi nella protezione delle rotte commerciali nel Golfo.
Da parte sua, l’ufficio presidenziale sudcoreano ha precisato che al momento non è stata assunta alcuna decisione formale. Qualsiasi misura operativa richiederebbe infatti un’attenta valutazione dei risvolti politici e il successivo passaggio parlamentare. Il quadro resta complesso: da un lato pesa la necessità di bilanciare i rapporti all’interno dell’alleanza con Washington; dall’altro vi è l’urgenza di salvaguardare la stabilità regionale e la sicurezza energetica nazionale, da cui transita gran parte delle importazioni di greggio del Paese.
