(AGENPARL) - Roma, 4 Settembre 2026 - Una mega festa. Non ci sarebbe nulla di male per un governo. Forse affittare un porto è un po' troppo, comunque…diamola per buona se si trattasse di festeggiare la soluzione del futuro dell'Ilva a Taranto, visto che stiamo in Puglia, oppure una delle molte vertenze industriali che sconquassano i territori e gettano nel panico migliaia di famiglie; oppure una festa per inaugurare una grande opera pubblica che non si sia mangiata mezza legge di bilancio come il Ponte sullo stretto, ma possa cambiare la qualità di vita di milioni di persone. Che so? l'apertura di un nuovo ospedale magari al posto di uno chiuso in un'area disagiata, e che darà prestazioni anche di notte e anche nei giorni festivi.
Non si festeggerà nulla di questo oggi a Bari: si festeggerà il galleggiamento, perchè l'unico vero record che può rivendicare Meloni è quello dei giorni trascorsi a Palazzo Chigi.
Ma il bilancio è impietoso: salari che perdono potere d'acquisto, sanità pubblica in ginocchio, costo della vita che pesa sempre di più, energia cara, crescita debole e una comunità intera che aspetta ancora le risposte promesse.
È la fotografia di una premier più interessata alla propria permanenza al potere e ha scambiato la stabilità della poltrona per stabilità del Paese e la propaganda per capacità di governo.
Il tempo trascorso non è un risultato. È il tempo a disposizione per ottenere risultati. E Meloni ne ha avuto tantissimo, ma ne ha prodotti pochissimi.
Può festeggiare il suo record quanto vuole. Il Paese, però, non festeggia e paga il conto del suo immobilismo.