(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - "Servirebbe un vero e proprio atto di malafede per sostenere che la Presidente Meloni non abbia compreso la sostanza politica della riflessione di Stefano Bonaccini. Nessuno ha mai dato degli ignoranti agli elettori della destra. Bonaccini ha semplicemente posto l'accento su un fenomeno sociale evidente in tutto l'Occidente: il consenso conservatore cresce laddove vi sono maggiori difficoltà economiche, nelle periferie e tra chi ha avuto meno opportunità di studio. La sua non è un'accusa a chi vota, ma un'autocritica profonda e necessaria che la sinistra deve fare a se stessa. Bonaccini proviene da una famiglia di lavoratori per cui studiare non era un dato acquisito, cioè da quel mondo popolare ed emancipatorio che ha costruito la storia della sinistra. Se oggi una parte di quel blocco sociale sceglie la destra, significa che noi non siamo stati capaci di rappresentarlo, mentre la destra ha saputo intercettarne la rabbia e l'insicurezza."
"Dopo quasi quattro anni di governo Meloni, tuttavia, la misura della politica non può più essere soltanto la capacità di interpretare la rabbia, ma deve basarsi sui risultati concreti. Trasformare un'autocritica della sinistra nell'ennesima sterile polemica sulla presunta 'superiorità morale' può senz'altro funzionare per raccogliere qualche like sui social network, ma evita di rispondere all'unica domanda che conta davvero per il Paese: dopo quattro anni della vostra gestione, gli italiani che vivono nelle periferie, nelle aree interne e nelle maggiori difficoltà economiche stanno davvero meglio? I nodi dei salari reali, del potere d'acquisto eroso, della precarietà dilagante e del ridimensionamento della sanità pubblica sono ancora tutti lì, e su questi temi il Governo non può continuare a fuggire dalle proprie responsabilità." Così il deputato del Pd Andrea Rossi.
Roma, 28 agosto 2026