(AGENPARL) - Roma, 25 Agosto 2026 - *Comunicato stampa*
*Impianto cocleare robot-assistito: al Policlinico di Modena testata con
successo una nuova metodica *
*Prospettive sempre più avanzate nella riabilitazione uditiva:
tecnologia e pianificazione chirurgica altamente personalizzata
permettono al paziente di tutelare al massimo l'eventuale udito residuo
del paziente*
*Modena, martedì 25agosto 2026 *– L'Azienda Ospedaliero –
Universitaria si conferma centro di grande innovazione anche in ambito
chirurgico, nella cornice della sua mission di struttura di terzo
livello. Nei mesi scorsi, il *Servizio di Audiologia del Policlinico di
Modena*ha, infatti, testato per la prima volta, con successo, una nuova
procedura di impianto cocleare robot-assistito, grazie all'impiego di
una tecnologia che consente un'elevatissima precisione durante
l'inserimento dell'impianto e una maggiore tutela delle delicate
strutture dell'orecchio interno. Il successo di questi primi test,
eseguiti su pazienti con specifiche condizioni cliniche, apre
interessanti prospettive di ricerca su nuove procedure chirurgiche che
potranno svilupparsi nei prossimi anni affiancando le attuali metodiche
standard già offerte da Centro modenese.
L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena è da anni un punto di
riferimento nazionale per la diagnosi, il trattamento e la
riabilitazione delle patologie uditive più complesse. Il Servizio di
Audiologia, in stretta collaborazione con la UOC di
Otorinolaringoiatria, segue ogni anno pazienti provenienti da tutta
Italia, erogando circa 20.000 prestazioni audiologiche. L'attività è
rivolta in particolare alla riabilitazione uditiva di bambini e adulti
attraverso protesi acustiche e impianti cocleari, oltre al trattamento
di rare patologie della base cranica laterale e di malformazioni
cocleari, ambiti nei quali Modena rappresenta da tempo un centro di
riferimento internazionale.
Il Servizio di Audiologia si caratterizza anche per la presenza di una
Scuola di Specializzazione in Audiologia e Foniatria, diretta dal
*professor Davide Soloperto*, che forma figure professionali altamente
specializzate nella cura delle principali patologie uditive e della voce.
Per molti pazienti affetti da sordità grave o profonda, l'impianto
cocleare costituisce l'unica possibilità di recuperare la percezione dei
suoni dopo anni di deprivazione uditiva, consentendo un significativo
miglioramento della qualità della vita e della partecipazione alle
attività quotidiane.
Gli interventi sono stati eseguiti dall'équipe della UOC di
Otorinolaringoiatria, con la partecipazione del suo direttore,
*professor Daniele Marchioni*,**e del *professor Davide Soloperto*, in
collaborazione con il personale del Servizio di Audiologia, che
accompagnerà i pazienti nelle successive fasi di attivazione
dell'impianto e nel follow-up a lungo termine.
Grazie alla chirurgia robot-assistita e a una pianificazione
preoperatoria altamente personalizzata, l'array elettrodico – il sottile
fascio di elettrodi che stimola le diverse aree della coclea deputate
alla percezione sonora – è stato inserito in modo estremamente preciso e
atraumatico, con l'obiettivo di preservare al massimo le strutture
cocleari e l'eventuale udito residuo. Il decorso postoperatorio è stato
regolare per tutti i pazienti, senza complicanze, consentendo la
dimissione in ottime condizioni generali.
«/L'esecuzione di questi test//su nuove procedure/- sottolinea il
*professor Davide Soloperto*, direttore della Scuola di Specializzazione
in Audiologia e Foniatria – /rientra nella mission di un centro
universitario come il nostro, che deve essere sempre aggiornato sulle
novità offerte dalla ricerca scientifica. Oggi non ci sono ancora le
condizioni perché questa metodica diventi il gold standard per questo
tipo di interventi, ma il successo del test apre a prospettive
interessanti. Il nostro obiettivo è di rendere sempre più precisa e
delicata //una procedura già altamente specialistica, //per preservare
il più possibile le strutture dell'orecchio //interno e offrire ai
pazienti le migliori prospettive di recupero uditivo/».
«/Il robot non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica la precisione
grazie al controllo della forza di inserimento e alla possibilità di
seguire traiettorie tridimensionali pianificate sul singolo paziente/-
evidenzia il *professor Daniele Marchioni*– /si tratta di un importante
test nella ricerca di una chirurgia sempre più standardizzata,
//riproducibile e sicura, capace di migliorare ulteriormente la qualità
delle cure offerte ai nostri pazienti/».
L'impianto cocleare robot-assistito rappresenta oggi uno degli strumenti
tecnologicamente più avanzati a disposizione dell'otochirurgia. La
coclea è infatti una struttura anatomica estremamente delicata e
complessa, che richiede un approccio chirurgico altamente specialistico
e una pianificazione personalizzata. Grazie a sensori ad altissima
sensibilità, il sistema robotico è in grado di controllare con estrema
accuratezza la forza di inserimento dell'elettrodo e di seguire percorsi
tridimensionali definiti sulle caratteristiche anatomiche del singolo
paziente.
La preservazione dell'udito residuo e il concetto di cochlear health
rappresentano oggi obiettivi fondamentali della moderna chirurgia
dell'impianto cocleare. Oltre ai benefici immediati, questo approccio
apre prospettive future sempre più promettenti, favorendo una migliore
percezione dei suoni complessi, l'integrazione con sistemi di
stimolazione elettro-acustica e la compatibilità con le tecnologie di
nuova generazione, attraverso procedure sempre più standardizzate,
misurabili e caratterizzate da elevati livelli di qualità e sicurezza.
*Daniele Dei*
Ufficio Relazioni con la st
