(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - Il portale Al Arabiya riferisce che in Libia il Comitato 4+4, formato da rappresentanti delle due autorità rivali, ha firmato con le iniziali un accordo finale destinato a preparare il terreno per le elezioni. La formula utilizzata, “بالأحرف الأولى”, indica una firma preliminare: un passaggio che congela il testo negoziato e ne certifica l’approvazione di massima, ma che richiede ancora una ratifica formale da parte delle leadership politiche di entrambe le parti.
Il Comitato 4+4 riunisce otto membri, quattro per ciascun blocco: da un lato il Governo di Unità Nazionale (GNU) con sede a Tripoli, dall’altro il Comando Generale/LNA guidato da Haftar, con base a Bengasi. Questo formato negoziale ha il compito di affrontare i nodi più delicati del processo elettorale: la definizione della base costituzionale, le misure di sicurezza per garantire il voto, la gestione delle istituzioni durante la transizione e i criteri di eleggibilità dei candidati, uno dei punti più controversi del dossier libico.Il Comitato 4+4 rappresenta uno dei tentativi più recenti di creare un canale negoziale stabile tra le due principali autorità che si contendono il potere in Libia: da un lato il Governo di Unità Nazionale (GNU) con sede a Tripoli, dall’altro il Comando Generale/LNA guidato da Khalifa Haftar e basato a Bengasi. La sua composizione paritaria – quattro membri per ciascuna parte – è pensata per garantire un equilibrio minimo e impedire che una delle due fazioni possa imporre unilateralmente la propria agenda.
Il mandato del Comitato è particolarmente delicato perché riguarda i nodi che, negli ultimi anni, hanno impedito alla Libia di arrivare a elezioni condivise. Il primo è la base costituzionale, cioè il quadro giuridico che deve definire come si vota, chi può candidarsi, quali poteri avrà il presidente, come sarà composto il parlamento e quali garanzie istituzionali accompagneranno la transizione. Senza un accordo su questo punto, qualsiasi voto rischierebbe di essere contestato fin dal principio.
Un secondo elemento riguarda le misure di sicurezza. La Libia rimane un paese frammentato, con milizie armate, gruppi locali autonomi e aree dove l’autorità centrale è debole. Garantire la sicurezza dei seggi, degli elettori e del personale elettorale è una condizione essenziale per evitare intimidazioni, violenze o interferenze armate. Il Comitato 4+4 deve quindi definire protocolli condivisi, stabilire chi controlla cosa e assicurare che nessuna delle due parti utilizzi la sicurezza come strumento politico.
Il terzo punto è la gestione delle istituzioni durante la fase di transizione. In passato, il problema è stato proprio la mancanza di un accordo su chi dovesse governare il paese mentre si preparavano le elezioni. Il rischio è che una delle due parti utilizzi il periodo di transizione per consolidare il proprio potere, ostacolando il processo elettorale. Il Comitato deve quindi stabilire regole chiare su competenze, limiti e responsabilità delle istituzioni fino al voto.
Infine, uno dei temi più controversi riguarda i criteri di eleggibilità dei candidati presidenziali e parlamentari. È un punto che ha fatto fallire il tentativo elettorale del 2021: la possibilità o meno che figure come Haftar, Dbeibah o Saif al‑Islam Gheddafi potessero candidarsi ha generato scontri politici e giuridici. Il Comitato 4+4 deve trovare una formula che non escluda arbitrariamente nessuno, ma che allo stesso tempo garantisca un quadro legale accettabile da entrambe le parti.
L’accordo preliminare firmato “con le iniziali” indica che un testo è stato definito e approvato nelle sue linee generali, ma non è ancora vincolante. Serve a congelare il contenuto negoziato e a permettere alle leadership politiche di esaminarlo, modificarlo o ratificarlo. È un passo avanti, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva
La notizia è collocata da Al Arabiya all’interno di un quadro più ampio di crisi interna. Nella stessa pagina compaiono infatti articoli che parlano di blackout elettrici, proteste a Tripoli, carenze di carburante, e persino di un incendio in una raffineria, elementi che mostrano come il paese continui a vivere una fase di forte instabilità. In questo contesto, l’accordo preliminare del Comitato 4+4 appare come un passo avanti, ma ancora fragile, che necessita di conferme politiche e di condizioni di sicurezza adeguate per tradursi in un vero percorso elettorale.
Libya: The 4+4 Committee signs a preliminary final agreement paving the way for elections
Source: Al Arabiya – “الأزمة الليبية”
According to Al Arabiya, Libya’s 4+4 Committee, which brings together representatives of the country’s two rival authorities, has signed a preliminary version of a final agreement intended to prepare the ground for national elections. The expression used in Arabic, “بالأحرف الأولى”, indicates a signature “with initials” — a procedural step that confirms the negotiated text in principle, while still requiring formal ratification by the political leadership on both sides.The 4+4 Committee represents one of the most recent attempts to establish a stable negotiating channel between the two main authorities competing for power in Libya: on one side, the Government of National Unity (GNU) based in Tripoli; on the other, the General Command/LNA, led by Khalifa Haftar and headquartered in Benghazi. Its balanced composition — four members from each side — is designed to ensure a minimum level of equilibrium and prevent either faction from unilaterally imposing its agenda.
The committee’s mandate is particularly sensitive because it deals with the core issues that, in recent years, have prevented Libya from holding consensual national elections. The first of these is the constitutional basis, the legal framework that must define how voting takes place, who is eligible to run, what powers the future president will hold, how parliament will be structured, and what institutional safeguards will accompany the transition. Without agreement on this foundation, any election would risk being contested from the outset.
A second key element concerns security arrangements. Libya remains a fragmented country, with armed militias, autonomous local groups, and areas where central authority is weak. Ensuring the safety of polling stations, voters, and electoral staff is essential to prevent intimidation, violence, or interference by armed actors. The 4+4 Committee must therefore outline shared protocols, determine who is responsible for what, and guarantee that neither side uses security as a political tool.
The third issue involves the management of institutions during the transitional phase. In the past, the absence of agreement on who should govern the country while elections were being prepared has been a major obstacle. The risk is that one side might use the transition period to consolidate its power, undermining the electoral process. The committee must therefore establish clear rules regarding the competencies, limits, and responsibilities of institutions until voting takes place.
Finally, one of the most contentious topics concerns the eligibility criteria for presidential and parliamentary candidates. This issue contributed to the collapse of the 2021 electoral attempt: disputes over whether figures such as Haftar, Dbeibah, or Saif al‑Islam Gaddafi could run triggered political and legal conflict. The 4+4 Committee must find a formula that does not arbitrarily exclude any candidate while still providing a legal framework acceptable to both sides.
The preliminary signature, described as “with initials,” indicates that a text has been drafted and approved in its general form, but is not yet binding. It serves to freeze the negotiated content and allow political leaders to review, amend, or formally ratify it. It is a step forward, but not yet a definitive solution.
The committee consists of eight members, four from each camp: – on one side, the Government of National Unity (GNU) based in Tripoli; – on the other, the General Command/LNA led by Haftar and headquartered in Benghazi.
This negotiation format is tasked with addressing the most sensitive components of the electoral process: the constitutional basis for the vote, the security arrangements needed to hold elections, the management of institutions during the transition, and the eligibility criteria for presidential and parliamentary candidates — one of the most contentious issues in the Libyan political landscape.
Al Arabiya places this development within a broader context of domestic crisis. On the same page, other reports describe power outages, protests in Tripoli, fuel shortages, and even a fire at a refinery, all of which illustrate the persistent instability affecting the country. Against this backdrop, the preliminary agreement signed by the 4+4 Committee represents a step forward, but one that remains fragile and dependent on political endorsement and improved security conditions before it can translate into a credible electoral path.
