(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - Gli Stati Uniti accolgono positivamente i progressi raggiunti a Tunisi dalle parti politiche libiche, nell’ambito del processo mediato dalle Nazioni Unite per superare le divisioni che continuano a ostacolare una soluzione definitiva della crisi istituzionale del Paese.
A esprimere il sostegno di Washington è stato Massad Boulos, consigliere senior degli Stati Uniti per gli affari arabi e africani, che ha sottolineato l’importanza dell’intesa sulle leggi elettorali e sulla Commissione Elettorale Nazionale Superiore.
«Accogliamo con favore i progressi compiuti a Tunisi dalle parti libiche verso un accordo sulle leggi elettorali e sulla Commissione elettorale nazionale superiore: un passo importante verso un percorso credibile per elezioni nazionali di successo», ha dichiarato Boulos.
Il nodo delle elezioni libiche
Il raggiungimento di un’intesa sulle regole elettorali rappresenta uno dei passaggi centrali per rilanciare il processo politico libico.
Le divergenze sulle basi giuridiche delle elezioni, sui requisiti per le candidature e sull’assetto istituzionale successivo al voto hanno contribuito negli ultimi anni a rallentare il percorso verso nuove consultazioni nazionali.
In questo contesto, i progressi registrati a Tunisi assumono particolare importanza perché potrebbero contribuire a definire un quadro condiviso all’interno del quale organizzare elezioni considerate credibili dalle diverse parti.
Un ruolo fondamentale spetterebbe alla Commissione Elettorale Nazionale Superiore, chiamata a gestire sul piano tecnico e organizzativo un eventuale nuovo appuntamento con le urne.
Washington conferma il sostegno al dialogo
Gli Stati Uniti hanno ribadito che continueranno a sostenere il confronto tra le parti libiche e il processo politico promosso con la mediazione internazionale.
Washington intende proseguire la collaborazione con la Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e con i partner internazionali, con l’obiettivo di aiutare i libici a raggiungere una soluzione politica sostenibile e duratura.
La posizione americana punta quindi a mantenere al centro il dialogo tra gli attori libici, accompagnato dal sostegno delle Nazioni Unite e della comunità internazionale.
L’obiettivo di un esecutivo unificato
Accanto alla questione elettorale rimane aperto il problema della frammentazione delle istituzioni.
Secondo Boulos, uno degli obiettivi del processo politico deve essere la creazione di un’autorità esecutiva unificata capace di governare l’intero territorio libico.
La presenza di istituzioni e centri di potere concorrenti continua infatti a rappresentare uno dei principali ostacoli alla stabilizzazione del Paese e alla costruzione di un percorso elettorale condiviso.
Un esecutivo unificato potrebbe avere il compito di accompagnare la Libia verso le elezioni, garantire il funzionamento delle istituzioni e creare condizioni politiche e amministrative comuni nelle diverse regioni del Paese.
Tunisi torna al centro della mediazione sulla Libia
Il confronto nella capitale tunisina conferma ancora una volta il ruolo della Tunisia come sede del dialogo politico libico, grazie anche alla vicinanza geografica e ai profondi rapporti tra i due Paesi.
La mediazione delle Nazioni Unite punta a trasformare i progressi ottenuti nei negoziati in un accordo concretamente applicabile.
Il passaggio decisivo sarà quindi verificare se l’intesa sulle questioni elettorali riuscirà a tradursi in un calendario politico condiviso e, successivamente, nello svolgimento delle elezioni.
Per Washington, i progressi di Tunisi rappresentano comunque un segnale incoraggiante: il percorso verso una soluzione della crisi libica passa attraverso regole elettorali condivise, istituzioni unificate e un dialogo politico sostenuto dalle Nazioni Unite.
La sfida rimane trasformare gli accordi raggiunti al tavolo negoziale in decisioni capaci di superare concretamente la frammentazione politica e istituzionale che caratterizza la Libia.