(AGENPARL) - Roma, 17 Agosto 2026 - *Violenza di genere, 637 mila euro per quattro nuovi Centri Antiviolenza*
La Regione Puglia mette a disposizione oltre 600 mila euro per l'apertura e
l'avvio operativo di quattro nuovi Centri Antiviolenza (CAV), con
l'obiettivo di rendere più equilibrata la distribuzione territoriale dei
servizi dedicati alle donne che vivono situazioni di violenza.
Le risorse disponibili saranno ripartite equamente tra i soggetti ammessi
al finanziamento per un periodo di 24 mesi di attività.
L'Avviso pubblico, sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione
Puglia oggi, 17 agosto 2026. Le domande potranno essere presentate a
partire da domani, 18 agosto 2026 ed entro i successivi 60 giorni.
L'Avviso intende riequilibrare la presenza dei Centri antiviolenza sul
territorio regionale, ampliando la rete esistente nei territori
provinciali. Sono Taranto e Lecce i più carenti rispetto alla popolazione
femminile residente, prendendo quale indicatore il rapporto tra popolazione
femminile residente oltre i 14 anni e numero di CAV presenti.
L'intervento si inserisce in una rete regionale che conta attualmente 33
Centri Antiviolenza autorizzati, 113 sportelli territoriali, 21 case
rifugio, 2 strutture di accoglienza in emergenza e 7 Centri per Uomini
Autori di Violenza (CUAV).
I nuovi CAV saranno destinati alle attività di ascolto, accoglienza,
assistenza e accompagnamento delle donne vittime di violenza e dei loro
figli, nell'ambito dei percorsi di protezione, autonomia ed emancipazione.
*«In un servizio rivolto a donne che affrontano situazioni di violenza, la
qualità non è un elemento aggiuntivo: è una condizione necessaria. Per
questo l'Avviso valorizza esperienza specifica, competenze professionali e
formazione delle operatrici. Vogliamo che l'ampliamento dell'offerta
proceda insieme alla solidità dei percorsi e alla capacità dei servizi di
operare secondo standard mi condivisi»*, dichiara l'assessore al Welfare e
allo Sport della Regione Puglia, *Cristian Casili*. *«Contrastare la
violenza significa intervenire sulle condizioni che permettono alle donne
di chiedere aiuto e, soprattutto, di poter costruire un futuro fuori dalla
violenza. I Centri Antiviolenza svolgono una funzione decisiva perché
affiancano alla protezione la possibilità di recuperare autonomia e
capacità di scelta. Rafforzare questi presìdi significa quindi investire
sulla libertà delle donne»,* conclude Casili .
Possono presentare domanda i soggetti privati già titolari e gestori di
Centri antiviolenza regolarmente autorizzati al funzionamento ai sensi
dell'ex art. 107 del regolamento regionale n. 4/2007 e s.m.i. e iscritti
nell'apposito registro regionale, ovvero soggetti del Terzo Settore,
iscritti al RUNTS, ove previsto, con sede legale e operativa in Puglia, in
possesso di tutti i requisiti previsti dall'Intesa della Conferenza
I soggetti proponenti dovranno inoltre dimostrare una comprovata esperienza
nelle attività di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le
donne, disporre di personale qualificato e garantire la formazione
specifica delle operatrici coinvolte, secondo quanto previsto dall'Avviso.
La domanda, redatta secondo le modalità previste dall'Avviso, dovrà essere
all'indirizzo *
.*