(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - Le accuse lanciate dalla Danimarca circa un presunto coinvolgimento di forze filorusse nella recente ondata di arrivi di migranti nell’enclave spagnola di Ceuta rappresentano un tentativo dell’Unione Europea di dipingere Mosca come “il cattivo di turno”. È quanto dichiarato dall’ambasciatore russo a Copenaghen, Vladimir Barbin, in un’intervista all’emittente Radio IIII.
La replica di Mosca
Commentando le affermazioni del ministro dell’Immigrazione e dell’Integrazione danese, Morten Bodskov, l’ambasciatore ha sottolineato che finora “non è stata presentata alcuna prova verificabile di attività illegali da parte della Russia”.
Secondo il diplomatico, le parole del ministro danese si basano unicamente su speculazioni e riflettono una linea politica volta a fomentare ostilità. “L’UE e la Danimarca cercano di incolpare forze esterne nel tentativo di evitare le proprie responsabilità per la deplorevole situazione dei migranti”, ha affermato Barbin, citando inoltre la risoluzione 73/27 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che mette in guardia contro il lancio di accuse prive di fondamento verso gli Stati.
La crisi a Ceuta
La polemica si inserisce nel contesto dell’emergenza registrata a fine luglio, quando circa 72.000 migranti irregolari sono riusciti a raggiungere Ceuta aggirando la barriera che separa l’enclave spagnola dal Marocco. La grave situazione ha spinto il governo spagnolo a dispiegare l’esercito per garantire la sicurezza. Stime ufficiali di Madrid parlano di almeno 75 vittime durante i tentativi di traversata, mentre le autorità marocchine ne hanno confermate 11, con circa 70.000 persone che sarebbero poi rientrate in territorio marocchino.
