(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - BRUXELLES — Doccia fredda della Commissione europea nei confronti del governo italiano sulla gestione dei confini. Il commissario europeo per l’Immigrazione e gli Affari interni, Magnus Brunner, ha stoppato le richieste di Roma relative al mantenimento dei controlli alla frontiera con la Slovenia, affermando che non esistono motivazioni sufficienti per giustificare la misura.
Lo scontro istituzionale e l’interrogazione della Lega
La presa di posizione di Bruxelles arriva in risposta a un’interrogazione presentata dall’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint. Nel documento, l’esponente del Carroccio contestava la raccomandazione della Commissione di eliminare progressivamente i controlli alle frontiere interne dell’area Schengen, criticando aspramente l’approccio dell’esecutivo comunitario sulla sicurezza dei confini esterni.
La replica di Bruxelles: “Misure di extrema ratio”
La risposta del commissario Brunner è stata netta. Pur premettendo che il ripristino dei controlli alle frontiere interne può essere adottato in via temporanea ed eccezionale come extrema ratio, Brunner ha sottolineato che i dati attuali non sostengono la linea italiana.
Citando i rilevamenti di Frontex, il commissario ha evidenziato un costante calo degli attraversamenti non autorizzati, in particolare lungo la rotta dei Balcani occidentali. Bruxelles ha inoltre ricordato l’efficacia di strumenti alternativi alla chiusura delle frontiere, come la cooperazione di polizia transfrontaliera, lo scambio di informazioni e il supporto operativo offerto dal Centro europeo contro il traffico di migranti di Europol, invitando l’esecutivo italiano ad attenersi alle regole comunitarie.
