(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - di Giuseppe Giuzio*
I dati INVALSI 2026 raccontano un fatto difficilmente contestabile: l'abbandono scolastico continua a diminuire — dall'11,5% del 2022 al 7,3% di oggi, sotto la soglia europea del 9% fissata per il 2030 — senza che si riduca il livello delle competenze in uscita. È un risultato importante, confermato dagli oltre 520.000 ragazzi che secondo i dati non hanno lasciato la scuola quest'anno. Ma il vero interrogativo arriva dopo il diploma: quanti di quei ragazzi riusciranno davvero a proseguire gli studi?
Il dato che convince di più è che il calo degli abbandoni – come evidenziato anche dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – non è arrivato abbassando l'asticella: cala anche la quota di chi arriva al diploma senza competenze adeguate, mentre crescono le eccellenze. Gli strumenti messi in campo negli ultimi anni: il docente tutor, Agenda Sud, il Piano Estate, il Decreto Caivano, gli investimenti su digitale e STEM, sembrano aver inciso davvero, soprattutto al Sud, dove i divari si riducono più che altrove. Restano fragilità nella scuola primaria, a cui dovrebbero rispondere le nuove Indicazioni nazionali su lettura, grammatica e matematica.
Ma tenere un ragazzo dentro un'aula fino al diploma è solo la prima metà del percorso. Il vero banco di prova, quello che decide se potrà davvero scegliere il proprio futuro o dovrà piegarsi al reddito della famiglia, arriva dopo, al momento dell'iscrizione all'università. Ed è lì che il diritto allo studio, in troppe regioni, si ferma davanti a un ostacolo molto concreto: l'affitto.
In Basilicata, invece, nelle nuove residenze convenzionate i costi sono di 150 euro al mese a posto letto bollette, pulizie e Wi-Fi compresi, per una stanza in pieno centro storico, a Potenza o a Matera. Il criterio non è stato fare cifra tonda, ma tarare i posti letto sul fabbisogno reale degli studenti lucani.
