(AGENPARL) - Roma, 6 Luglio 2026 - L’amministrazione Trump ha avviato i lavori per l’apertura di una nuova struttura di detenzione da 528 posti ad Alexandria, in Louisiana, situata strategicamente in prossimità di un hub aeroportuale. L’obiettivo dichiarato dalle autorità federali è quello di trasformare il sito in un’area di transito per velocizzare le procedure di espulsione di famiglie e minori non accompagnati.
La posizione geografica non è casuale: la vicinanza all’Alexandria International Airport risponde alla necessità di superare le difficoltà logistiche riscontrate in passato, quando il trasferimento di minori da rifugi sparsi su tutto il territorio nazionale verso gli aeroporti si è rivelato caotico e talvolta bloccato da interventi giudiziari. Sebbene l’ICE definisca il sito una “area di sosta” anziché un centro di detenzione, precisando che la permanenza dovrebbe limitarsi a pochi giorni, il progetto solleva forti preoccupazioni tra i difensori dei diritti umani.
Il timore, espresso da organizzazioni come Children’s Rights, è che la struttura possa diventare un luogo di detenzione a lungo termine, sottraendo i minori alle tutele previste dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS). Il centro sarà infatti gestito da un ramo no-profit di LaSalle Corrections, un noto operatore privato del settore carcerario, nonostante le recenti controversie legate ad altre strutture gestite dalla stessa società in Louisiana.
Questa espansione del sistema di controllo migratorio si inserisce in un contesto politico più ampio. Come analizzato in un nostro precedente approfondimento sul finanziamento dell’ICE approvato dalla Camera, l’attuale amministrazione sta consolidando le risorse necessarie per dare piena attuazione alla sua linea dura in materia di politiche di frontiera.
Nonostante le rassicurazioni dei responsabili dell’aeroporto, che descrivono il progetto come un “impegno umanitario” destinato a chi sceglie il rimpatrio volontario, i documenti interni dell’ICE delineano una realtà operativa più complessa, soggetta alla custodia diretta dell’agenzia federale. Con la capacità di gestire migliaia di voli di rimpatrio annuali già attiva nello scalo di Alexandria, la nuova struttura si candida a diventare un tassello fondamentale dell’apparato di espulsione statunitense.
