(AGENPARL) - Roma, 4 Luglio 2026 - BAMAKO — Il nord del Mali torna a bruciare, confermando che la crisi nel Sahel è ben lungi dall’essere contenuta. L’esercito maliano ha riferito che diverse città settentrionali, tra cui Gao e Sévaré, sono state prese di mira dai ribelli in una nuova offensiva. Sebbene l’esercito abbia dichiarato che la situazione è “completamente sotto controllo” e di aver neutralizzato 20 terroristi a Sévaré, l’evento segna una nuova, pericolosa escalation.
La strategia della “tensione diffusa”
Secondo gli analisti, la recrudescenza degli attacchi non è casuale, ma parte di un disegno tattico ben preciso. Ibrahim Yahaya Ibrahim, dell’International Crisis Group, suggerisce che queste offensive – sebbene non paragonabili per portata a quelle di aprile, che portarono all’assassinio del ministro della difesa – fungano da manovre di diversione. L’obiettivo degli insorti, che operano su un fronte ampio che include il Burkina Faso, sarebbe quello di disperdere le risorse dell’esercito per garantire guadagni territoriali limitati.
In questo scacchiere, la città di Anefis assume un ruolo centrale. Wassim Nasr, ricercatore del Soufan Center, evidenzia come il targeting di Anefis sia strategico: si tratta infatti del punto in cui l’esercito maliano dovrebbe concentrarsi per tentare di invertire le perdite territoriali subite nei mesi scorsi.
Il paradosso del cambio di alleanze
La persistenza della minaccia mette in luce le fragilità strutturali della strategia intrapresa dalle giunte militari al potere in Mali, Niger e Burkina Faso. Dopo aver voltato le spalle agli alleati occidentali per cercare il supporto della Russia nella lotta contro i militanti islamici, il risultato sul campo appare drammatico: la situazione della sicurezza è peggiorata, segnando un numero record di attacchi.
A complicare ulteriormente il quadro è la natura dell’insurrezione. Non si tratta solo di militanti affiliati ad al-Qaeda o allo Stato Islamico, ma di una complessa sovrapposizione con le istanze separatiste del Fronte di Liberazione di Azawad (FLA), che da anni combatte per uno stato indipendente nel nord. Questa convergenza di forze rende la tenuta delle giunte sempre più precaria, con le forze governative spesso accusate di colpire civili sospettati di collaborare con i ribelli.
