(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
Di seguito la soddisfazione per l'approvazione della proroga di altri tre anni del presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del gruppo Fratelli d'Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri.
"Eravamo fortemente convinti, nella primavera del 2023, che il riccio di mare andasse tutelato per evitare l'estinzione di un'eccellenza dei nostri mari. E avevamo visto giusto, l'Università del Salento ha certificato che nei tre anni c'è stato davvero un miglioramento nel ripopolamento della specie, per questo abbiamo insistito fortemente con l'assessore all'Agricoltura, Francesco Paolicelli, perché ci fosse la proroga di altri tre anni. Grazie a un lavoro congiunto e di grande collaborazione istituzionale oggi abbiamo approvato la proroga di altri tre anni, per cui il fermo verrà prorogato fino al 30 giugno del 2029.
Con l'approvazione della proroga della legge viene confermato l'impianto di quel provvedimento, e vengono introdotti correttivi e integrazioni che in verità Fratelli d'Italia aveva chiesto e sollecitato più volte in questi tre anni: innanzitutto i ristori immediati per i pescatori con licenza, una settantina in tutta la regione, e il loro coinvolgimento nelle azioni di monitoraggio e ripopolamento, che abbiamo chiesto di ampliare e intensificare. Gli studi condotti da UniSalento, infatti, hanno dimostrato la crescita della specie nelle porzioni di mare monitorate, e ci hanno incoraggiati a proseguire con il fermo pesca per preservare i ricci di mare a rischio estinzione sui nostri fondali, perché dalla loro presenza dipende l'equilibrio dell'ecosistema marino, la salute del nostro mare.
A questo proposito voglio ricordare la sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato infondato il rilievo di illegittimità sulla nostra legge, riconoscendo il pieno diritto della Regione a decidere sul proprio 'mare territoriale', che la Consulta rinomina come 'spazio prospiciente la costa'. Di fatto, viene dichiarato infondato il presunto 'sconfinamento' di competenze regionali, e viene sancita la competenza della Regione in materia di salvaguardia del nostro mare. E questa sentenza rappresenta un precedente importante anche per la difesa delle nostre acque costiere dall'invasione delle centrali eoliche offshore.
