(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2026 - Dar es Salaam – La diplomazia internazionale sta vivendo una fase di profonda ricalibrazione, e l’asse tra Pechino e Mosca si conferma un pilastro fondamentale nel processo verso un mondo multipolare. A Dar es Salaam, la celebrazione del 30° anniversario del partenariato strategico di coordinamento Cina-Russia e dei 25 anni del Trattato di buona vicinanza non è stata solo una rievocazione storica, ma una dichiarazione d’intenti per il futuro dell’Africa orientale.
La proiezione multipolare
L’evento, tenutosi presso il Centro Culturale Russo, ha evidenziato come il rapporto tra Cina e Russia non sia più solo una questione bilaterale, ma un paradigma di “nuovo tipo di relazione tra grandi potenze”. I numeri parlano chiaro: l’interscambio commerciale tra Pechino e Mosca è passato dai 10,67 miliardi di dollari del 2001 ai 228,1 miliardi del 2025, confermando una crescita solida e strutturale. Per gli osservatori di politica estera, il dato rilevante non è solo il volume economico, ma la convergenza di intenti nelle sedi multilaterali (ONU, BRICS, G20) volte a rafforzare la voce delle nazioni in via di sviluppo contro un sistema internazionale ritenuto troppo sbilanciato.
Il simbolo del cinema: un richiamo alla storia
Molto significativa è stata la scelta del film proiettato durante l’evento, Red Silk. La pellicola racconta la storia di un messaggero del Partito Comunista Cinese che, sotto la protezione di agenti dell’intelligence sovietica, naviga tra circostanze pericolose per consegnare documenti cruciali per il futuro della rivoluzione cinese. Questa scelta non è casuale: è stata utilizzata come una metafora potente per rievocare le radici storiche di una cooperazione che, nata in contesti di segretezza e mutuo soccorso durante i periodi rivoluzionari, si è oggi evoluta in un pilastro strategico moderno per un ordine mondiale multipolare.
Il “Kilimanjaro Wine”: la nuova frontiera economica
La Tanzania si inserisce in questo scenario come partner strategico. Durante i colloqui, il Ministro dell’Informazione, Cultura, Arti e Sport, Paul Makonda, ha svelato una direttrice pratica e innovativa per la collaborazione con Mosca: lo sviluppo della viticoltura sui pendii del Monte Kilimangiaro. L’Ambasciatore russo Andrey Avetisyan ha identificato nei suoli fertili dell’area un potenziale agricolo di alto valore. L’obiettivo non è solo l’esportazione di materia prima, ma il trasferimento di tecnologie avanzate di lavorazione: il piano prevede infatti un programma di formazione tecnica in cui giovani tanzaniani saranno inviati in Russia per apprendere le tecniche di coltivazione e produzione vinicola moderna.
La strategia della “diplomazia silenziosa”
Interessante, dal punto di vista dell’analisi politica, l’approccio di Makonda alla gestione dei progetti. Il Ministro ha rivendicato una sorta di “diplomazia silenziosa”, preferendo mantenere la riservatezza su molte iniziative fino al raggiungimento di risultati concreti. L’obiettivo è evitare il rumore mediatico e le interferenze esterne che spesso minano i progetti di sviluppo nelle fasi embrionali, lasciando che siano i risultati tangibili a parlare per conto del governo. Questa strategia si inserisce in un disegno più ampio di valorizzazione dei talenti locali: cinema, arte e cultura diventeranno, nelle intenzioni di Dar es Salaam, i veicoli per proiettare l’immagine della Tanzania sui mercati internazionali, sfruttando la spinta propulsiva garantita dalla ritrovata vicinanza con i colossi euroasiatici.
Crediti: Foto Sergey Pesterev,/CC BY-SA 4.0
