(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - Il Rapporto Agroalimentare ISMEA 2025, presentato il 3 dicembre 2025 al MASAF, resta il riferimento più completo sullo stato strutturale del sistema agroalimentare italiano. Il documento conferma la forza di una filiera che contribuisce fino al 15% del PIL, con primati europei nel valore aggiunto agricolo, nella produttività e nella leadership mondiale delle produzioni DOP e IGP. L’export ha sfiorato i 70 miliardi di euro nel 2024 e ha continuato a crescere nei primi nove mesi del 2025, con un’espansione significativa negli Stati Uniti, nonostante l’introduzione dei nuovi dazi. L’impatto effettivo di tali misure potrà essere valutato con precisione solo nella seconda metà del 2026.
Nel corso del 2026 ISMEA ha proseguito la sua attività ordinaria attraverso gli aggiornamenti congiunturali di AgriMercati, mentre il Rapporto Agroalimentare 2026 non è ancora stato pubblicato, in linea con la prassi che colloca la diffusione del rapporto annuale tra novembre e dicembre. L’ente ha continuato a occuparsi di gestione del rischio, monitoraggio dei mercati, partecipazione agli eventi di settore e collaborazione con il MASAF per programmi di educazione alimentare e promozione delle filiere.
Sul fronte delle politiche pubbliche, Governo e MASAF hanno confermato la linea di intervento avviata negli anni precedenti, con oltre 15 miliardi di euro mobilitati in tre anni per filiere, innovazione, giovani agricoltori e attuazione del PNRR agricolo. Il Fondo Contratti di Filiera, oggi a 4 miliardi di euro, rimane uno strumento centrale per sostenere competitività e integrazione delle filiere. Parallelamente prosegue l’attuazione della PAC 2023–2027, regolata dal Regolamento (UE) 2021/2115 e dal Regolamento (UE) 1308/2013, con aggiornamenti ai decreti nazionali relativi a vitivinicolo, ortofrutta e gestione del rischio.
AGEA, organismo pagatore riconosciuto ai sensi del Regolamento (UE) 2021/2116, ha annunciato nel 2026 lo stanziamento di 17,4 milioni di euro per la zootecnia montana e delle aree interne, misura coerente con gli obiettivi PAC per le zone svantaggiate. L’Agenzia ha inoltre potenziato i sistemi di controllo attraverso il cruscotto informatico AGEA–ISMEA integrato nel SIAN, che consente verifiche rapide e trasparenti sulle superfici e sulle domande di aiuto.
Nel comparto olivicolo, il 2026 è segnato da richieste crescenti di intervento. AIFO e CIA sollecitano controlli più severi sulle importazioni, un accesso più agevole al credito e una maggiore promozione dell’olio extravergine italiano. Coldiretti e Unaprol propongono un piano strutturato contro le frodi basato su tecnologie avanzate per certificare l’origine e contrastare i traffici illeciti, in risposta a un mercato esposto a sofisticazioni e concorrenza sleale.
Il Parlamento e il Governo continuano a lavorare su misure legate alle emergenze climatiche, alla gestione del rischio e alla tutela delle filiere strategiche, mentre il Ministero dell’Ambiente segue i dossier relativi alla sostenibilità, alla riduzione dell’impatto ambientale delle pratiche agricole e all’adattamento ai cambiamenti climatici, in coordinamento con le politiche agricole nazionali ed europee.
Nel complesso, il quadro aggiornato restituisce un settore agricolo che, pur confrontandosi con tensioni internazionali, volatilità dei mercati e pressioni climatiche, mantiene una struttura solida e una forte capacità di crescita. Le politiche pubbliche si concentrano sul consolidamento degli strumenti esistenti, sull’innovazione e sulla tutela dell’origine, mentre le filiere chiedono maggiore protezione e competitività in un anno cruciale per la piena attuazione della PAC e per la valutazione degli effetti delle dinamiche globali.