
(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - skyline Taipei foto: Getty images per Unsplash
Mentre le cancellerie mondiali osservano i complessi equilibri tra Washington e Pechino, Taiwan muove un passo decisivo verso il consolidamento della propria deterrenza. Lo Yuan legislativo di Taipei ha approvato all’unanimità un budget speciale di 8,81 miliardi di dollari di Taiwan (oltre 280 milioni di dollari) per il 2026. L’obiettivo? Acquistare sistemi d’arma americani di ultima generazione.
Cosa acquisterà Taipei
La lista della spesa è chiara e punta a una difesa asimmetrica:
- HIMARS: Sistemi di lancio multiplo che hanno già dimostrato la loro efficacia in altri teatri di conflitto.
- Obici semoventi M109A7 Paladin: Per potenziare l’artiglieria di terra.
- Missili anticarro Javelin e TOW 2B: Indispensabili per una strategia di difesa territoriale.
- Droni Altius (600 e 700M): Per il monitoraggio e l’impiego tattico aereo.
Il paradosso di Trump: tra retorica e realtà
La notizia solleva un interrogativo di fondo: come si concilia questo riarmo con la linea di Donald Trump? Il tycoon ha più volte espresso scetticismo sull’interferenza diretta in caso di crisi, suggerendo una posizione di distacco strategico nei confronti dell’isola. Eppure, le forniture non si fermano.
La realtà dei fatti è che Washington continua a mantenere la propria influenza attraverso il Taiwan Relations Act. La vendita di armi rimane lo strumento privilegiato di un’amministrazione che, pur dialogando con Xi Jinping, non intende rinunciare alla propria proiezione nel Pacifico. Le rassicurazioni “di non interferenza” offerte a Pechino dal team di Trump sembrano dunque più una manovra diplomatica per contenere l’esuberanza di Taipei che un reale disimpegno bellico.
La sfida di Taiwan
Per Taiwan, l’acquisto di queste armi non è solo una necessità tecnica. È un messaggio politico. Nonostante il peso diplomatico di Pechino – che considera l’isola una propria regione — Taipei continua a costruire il proprio “giorno dopo”. In un 2026 segnato da negoziati globali, Taiwan sceglie di non affidarsi solo alle promesse di Washington, ma di investire sulla propria capacità di rendere qualsiasi scenario di conflitto estremamente costoso per l’avversario.
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