(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - *Buono Servizio Minori, dalla Regione Puglia 35 milioni per servizi
educativi. *
*L'assessore Casili: "Investiamo in diritti, educazione e qualità della
vita"*
La Giunta regionale ha approvato il finanziamento dell'annualità operativa
"Garantire l'accesso ai servizi educativi significa dare alle famiglie la
possibilità di non dover scegliere tra lavoro, cura e futuro dei propri
figli. Dietro questa misura c'è un'idea precisa di società: una comunità
che prova a ridurre le distanze sociali investendo nei diritti,
nell'educazione e nella qualità della vita delle persone. Quando sosteniamo
i bambini e gli adolescenti, stiamo rafforzando la coesione sociale dei
territori e costruendo condizioni di maggiore uguaglianza" – sottolinea
l'assessore regionale al Welfare e allo Sport, *Cristian Casili. *"Il Buono
Servizio Minori rappresenta anche uno strumento di autonomia per molte
famiglie, soprattutto per le donne, che troppo spesso continuano a
sostenere da sole il peso della cura familiare. Rafforzare la rete dei
servizi educativi significa aiutare le famiglie a non sentirsi isolate e
restituire valore sociale al tempo della cura, della relazione e della
crescita" – aggiunge l'assessore.
La misura, attiva dal 1° settembre 2026, consentirà alle famiglie pugliesi
di abbattere i costi per l'accesso ai servizi educativi e
socio-assistenziali accreditati rivolti all'infanzia e all'adolescenza,
ovvero centri socio educativo diurno per minori, centri aperti polivalenti
per minori, ludoteche e servizi per il tempo libero.
Il provvedimento assicura continuità alla precedente annualità e consente
la rapida attivazione delle procedure di accesso da parte delle famiglie.
Le risorse saranno ripartite tra Ambiti Territoriali Sociali e Consorzi
sulla base dell'utilizzo effettivo dei Buoni Servizio nell'annualità
precedente e della capacità di offerta delle strutture accreditate presenti
sui territori, con l'obiettivo di garantire una distribuzione coerente con
i bisogni delle comunità locali.
L'intervento si inserisce nella strategia regionale orientata al
riconoscimento dei servizi educativi non soltanto quale risposta sociale,
ma anche come leva fondamentale di cittadinanza, partecipazione e futuro.