(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - VADEMECUM LAVORO E DIRITTI LGBTQIA+
PRESENTATO IL DOCUMENTO REDATTO DALLE ASSOCIAZIONI
CHE COMPONGONO IL TAVOLO TECNICO LGBTQIA+ DEL COMUNE DI BARI
Questa mattina, nella sala ex Tesoreria di Palazzo della Città, la vicesindaca Giovanna Iacovone, Pasqua Manfredi (Rete Lenford – avvocatura per i diritti Lgbti+) e Mariangela Monforte (CGIL), in rappresentanza del Tavolo tecnico LGBTQIA+ del Comune di Bari, insieme al neo assessore alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili, Michelangelo Cavone, e alla presidente della Commissione Pari Opportunità, Angela Perna, hanno presentato il "Vademecum Lavoro e Diritti LGBTQIA+" – disponibile sul sito istituzionale del Comune di Bari a [ | questo link ] -, un nuovo strumento pensato per promuovere ambienti di lavoro inclusivi, rispettosi e liberi da discriminazioni.
Il documento nasce dall'impegno condiviso delle associazioni che compongono il Tavolo tecnico LGBTQIA+ comunale con l'obiettivo di diffondere una cultura del lavoro fondata sul rispetto, sull'uguaglianza e sulla piena tutela della dignità di tutte le persone. In un contesto sociale e professionale in continua evoluzione, la pubblicazione intende offrire un supporto chiaro per contrastare discriminazioni, stereotipi e molestie basate su orientamento sessuale, identità ed espressione di genere e caratteristiche sessuali.
"Abbiamo deciso di lanciare questo vademecum oggi, in vista, della Giornata internazionale contro l'omo-lesbo-bi-transfobia (17 maggio), non soltanto perché vogliamo offrire uno strumento concreto per ogni contesto lavorativo, a cominciare dall'ambiente pubblico – ha spiegato Giovanna Iacovone -, ma soprattutto perché vogliamo affermare un pensiero molto semplice, e cioè che non bisogna scegliere tra lavoro, opportunità di lavoro e identità. Perché sappiamo bene che la discriminazione non sempre è evidente, talvolta prende la forma di una battuta, una piccola esclusione, ma in casi più gravi si manifesta con il mancato rispetto di un nome, una domanda fuori luogo nei colloqui di lavoro o, addirittura, una carriera bloccata.
Per questo abbiamo ritenuto necessario dotarci di strumenti chiari, accessibili, condivisi: la redazione di questo documento rappresenta un tassello della più ampia politica di sistema che questa amministrazione sta costruendo a partire dal proprio interno.
Stiamo provando, cioè, a costruire concretamente una politica pubblica integrata in tema di diritti, formazione e dimensione urbana."
"Credo che questo vademecum sia uno strumento estremamente utile per promuovere ambienti di lavoro inclusivi, in cui tutte e tutti si sentano rispettati e abbiano la possibilità di esprimere le proprie capacità senza essere oggetto di alcuna discriminazione – ha proseguito Michelangelo Cavone -: per questo sarà necessario diffonderne la conoscenza e l'utilizzo, per continuare a crescere come comunità inclusiva e attenta alle differenze, in grado di rifuggire da stereotipi e semplificazioni.
A questo proposito ricordo che nei prossimi giorni la nostra città vivrà due appuntamenti importanti: l'All in Festival e la Festa dei Popoli, due momenti straordinari per fare comunità e aprirsi all'altro valutando le diversità – fisiche, di genere o culturali – come occasioni di confronto e arricchimento reciproco.
Sappiamo negli ultimi anni molto è stato fatto per dar vita a una città solidale, una città accogliente, ma molto resta ancora da fare, anche con riferimento al linguaggio e ai luoghi comuni: non possiamo permetterci il lusso di abbassare la guardia ma dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare una rete di protezione culturale e sociale che ci porti fuori dall'emergenza dettata anche dall'attuale contesto politico".
"Ringrazio la vicesindaca per avermi dato la possibilità di condividere questo momento – ha detto Angela Perna – e tutte le realtà che animano il tavolo LGBTQI del Comune di Bari con iniziative concrete, come la redazione di questo vademecum che ritengo un documento tanto semplice quanto efficace, se consideriamo che le prime barriere da abbattere sono proprio quelle culturali.
In un momento in cui il governo italiano pensa di eliminare le consigliere di parità, noi dobbiamo cercare di impegnarci sempre più per veicolare messaggi importanti proprio a partire dagli ambiti della vita quotidiana, in primis i luoghi di lavoro, affinché le discriminazioni – per orientamenti sessuali o per identità di genere – non siano più tollerate.
Un impegno condiviso dal Comune e dalla Città metropolitana per promuovere un cambiamento culturale atteso e necessario".
"Il vademecum è il frutto di un lavoro che abbiamo curato innanzitutto come giuristi e giuriste della rete Lanford – ha spiegato Pasqua Manfredi -, mettendoci dentro le nostre competenze e le nostre esperienze professionali.
Vorrei precisare, inoltre, che questo strumento non è pensato solo per i lavoratori e le lavoratrici ma può essere utilizzato anche dai datori di lavoro per rendere il contesto di lavoro più accogliente anche per lavoratori e lavoratrici che abbiano delle esigenze diverse rispetto a quelle della maggioranza canonicamente riconosciuta. Il vademecum, inoltre, ci aiuta a diffondere maggiore consapevolezza, perché contiene gli esiti di ricerche svolte in Italia che rilevano come tantissime persone LGBTIA+ nascondano abitualmente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere perché temono di poter subire delle ripercussioni.
Non è un caso che le denunce siano ancora pochissime: le persone temono ripercussioni perché non conoscono i propri diritti e le tutele garantite dal nostro ordinamento in tema di identità personale e sessuale.
Il vademecum può aiutarci a raggiungere in maniera più semplice tutti i settori in tutta la città".
"Ringrazio l'avvocata Manfredi per la dedizione, la professionalità e davvero la grande cura, perché non è stato semplice redigere questo vademecum – ha concluso Mariangela Monforte -. La parte che è stata curata dall'organizzazione sindacale è principalmente la parte che riguarda la contrattazione, sebbene lavorando fianco a fianco abbiamo avuto modo di confrontarci su tanti altri temi.
All'interno troverete una serie di esempi di buone pratiche di contrattazione, soprattutto di secondo livello, perché purtroppo la contrattazione di primo, quindi la contrattazione collettiva, e la contrattazione di secondo livello ancora oggi sono un po' limitate alla fase del contrasto, pure sacrosanto, ma noi vorremmo provare ad arrivare sui tavoli di contrattazione proponendo delle buone pratiche di inclusione, provando a cambiare un po' il punto di vista.
Il nostro lavoro come organizzazione sindacale sarà quello di presentare il vademecum intanto nell'assemblea generale, quindi parlarne con i dirigenti sindacali per poi arrivare nelle assemblee all'interno dei luoghi di lavoro.
L'ultima cosa che mi sento di dire è questa: è importante però che i lavoratori, che noi proviamo a rappresentare, rintraccino nelle istituzioni, nell'organizzazione sindacale, la dimensione della tutela. È importante perché i casi di discriminazione che non vengono fuori, purtroppo, non vengono fuori perché i lavoratori li tengono per se stessi, credendo che l'interlocuzione sindacale non possa riuscire nell'intento di sanare alcune situazioni. E invece noi vogliamo riuscirci, anche grazie a questo impegno condiviso".
