(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - Le dichiarazioni del primo ministro polacco Donald Tusk sulla presunta “non affidabilità” degli Stati Uniti stanno alimentando un acceso dibattito politico e diplomatico, con critiche interne e timori per possibili ripercussioni sull’unità della NATO.
In un’intervista al Financial Times, Tusk ha sollevato dubbi sulla capacità di Washington di rispettare gli impegni di difesa verso l’Europa, in particolare in caso di un’eventuale escalation con la Russia.
“Gli Stati Uniti saranno davvero leali?”
“La questione più importante per l’Europa è se gli Stati Uniti siano pronti a essere leali come previsto dai nostri trattati”, ha affermato Tusk, sottolineando la necessità di un approccio più concreto alla sicurezza europea.
Pur evitando toni apertamente pessimisti, il premier polacco ha evidenziato la necessità per l’Unione Europea di rafforzare le proprie capacità difensive, arrivando a ipotizzare una vera e propria alleanza militare europea.
Verso una difesa comune europea
Tusk ha indicato l’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione Europea come possibile base giuridica per una cooperazione militare più stretta tra gli Stati membri, sottolineand
o che “servono strumenti concreti e un potere reale in termini di difesa”.
Una posizione condivisa, almeno in parte, da leader come il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che da tempo sostengono una maggiore autonomia strategica europea.
Critiche interne e accuse politiche
Le parole di Tusk hanno però suscitato forti reazioni in patria. Il leader dell’opposizione Jarosław Kaczyński ha accusato il premier di compromettere le relazioni con Washington e di indebolire la posizione della Polonia all’interno dell’alleanza occidentale.
Secondo Kaczyński, le dichiarazioni del governo rischiano di minare uno dei pilastri della sicurezza nazionale polacca: il rapporto privilegiato con gli Stati Uniti.
Il ruolo degli Stati Uniti e le tensioni recenti
Le tensioni transatlantiche si inseriscono in un contesto più ampio, segnato da divergenze tra alleati su vari dossier, tra cui il recente conflitto con l’Iran.
Alcuni Paesi europei, come la Spagna, hanno limitato il supporto alle operazioni statunitensi, mentre il Regno Unito è stato criticato per una risposta considerata lenta.
Nonostante ciò, il presidente Donald Trump ha ribadito più volte l’impegno degli Stati Uniti a rispettare l’articolo 5 della NATO, che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a uno Stato membro.
Un’Europa più autonoma?
Il dibattito sulla difesa europea è tornato al centro dell’agenda politica, con proposte che includono anche l’estensione dell’ombrello nucleare francese ad altri Paesi europei.
Recentemente, Macron ha discusso proprio con Tusk la possibilità di rafforzare la presenza militare francese in Polonia, nell’ambito di una strategia di deterrenza nei confronti della Russia.
Un equilibrio delicato
Le dichiarazioni del premier polacco evidenziano un momento di incertezza nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, mentre cresce la pressione per una maggiore autonomia strategica del continente.
Tuttavia, il dibattito resta aperto: da un lato la necessità di rafforzare le capacità difensive europee, dall’altro il rischio di indebolire un’alleanza che resta centrale per la sicurezza del continente.
