(AGENPARL) - Roma, 17 Aprile 2026 - “Carlo Calenda non può permettersi di dare lezioni a Taranto. Il disastro dell’ex Ilva porta anche la sua firma: carbone, Mittal, impianti vecchi, modello fallimentare, debiti scaricati su lavoratori, imprese dell’indotto e cittadini. È lui uno dei responsabili politici del vicolo cieco in cui Taranto è stata trascinata. La verità è che una discontinuità era stata avviata con il Governo Conte II, che aveva aperto la strada alla riconversione green dello stabilimento. Quella traiettoria si è poi fermata con i governi successivi, fino alla cancellazione dal PNRR del miliardo destinato ai forni elettrici a idrogeno verde, snodo decisivo per la riconversione industriale. Per questo Calenda e Urso sono due facce della stessa medaglia: il primo ha costruito il modello del carbone e di Mittal, il secondo lo sta trascinando senza coraggio verso lo stesso fallimento, tra rinvii, vendite fantasma, propaganda e nessuna vera svolta industriale, ambientale e sanitaria. Taranto non ha mai detto no al lavoro. Ha detto no a un modello tossico che ha prodotto inquinamento, malattie e morti. Prima di puntare il dito contro questa città, Calenda chieda scusa ai tarantini. E con lui dovrebbe farlo anche Urso, Meloni è l’intero governo, latitanti su tutto”. Lo dichiara il vicepresidente M5S, sen. Mario Turco, componente Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
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