(AGENPARL) - Roma, 9 Aprile 2026 - Mentre scade il termine per le licenze petrolifere dell’11 e 19 aprile, la Russia finanzia l’ultimo miglio del corridoio INSTC. Il memorandum di febbraio tra Azerbaigian e Iran blinda un progetto da 15 milioni di tonnellate di merci l’anno.
La costruzione della ferrovia Rasht-Astara è diventata ufficialmente la priorità assoluta del governo iraniano, trasformandosi nel perno di una nuova architettura economica eurasiatica. Lo ha confermato il presidente Massoud Pezeshkian a seguito degli ultimi vertici operativi con Mosca, incaricando direttamente il Ministro delle Strade, Farzaneh Sadeq, dell’attuazione immediata dell’accordo.
Il fattore tempo: scadenze OFAC e mercato
L’accelerazione impressa dai partner non è slegata dalle scadenze imminenti sul fronte sanzionatorio statunitense. Il mercato energetico guarda con apprensione all’11 aprile, data di scadenza delle licenze temporanee per il greggio russo, e al 19 aprile, termine della General License U per il petrolio iraniano. In questo clima di incertezza, l’Iran sta procedendo a uno svuotamento massiccio delle proprie riserve galleggianti, scese a 23 milioni di barili, per anticipare un possibile irrigidimento del blocco navale.
La spinta di Baku e il Memorandum di Febbraio
L’opera ha ricevuto un impulso decisivo lo scorso 23 febbraio 2026, quando Azerbaigian e Iran hanno siglato a Baku un memorandum d’intesa che copre dieci settori strategici. Il documento, firmato dal vice premier azero Shahin Mustafayev e dalla ministra Farzaneh Sadegh, punta a trasformare la regione in un hub logistico globale. L’obiettivo dichiarato è il transito di 15 milioni di tonnellate di merci l’anno sulla rotta occidentale del Corridoio Nord-Sud (INSTC). I dati di flusso confermano la tendenza: nell’ultimo anno, oltre 170.000 camion hanno attraversato i confini tra i due Paesi, rendendo urgente il completamento di infrastrutture chiave come il ponte di Kalaleh–Aghband.
I numeri dell’accordo e la sfida logistica
Il progetto prevede la realizzazione di 164 chilometri di binari per collegare l’iraniana Rasht con Astara, al confine azero. La Russia partecipa con un prestito interstatale di 1,3 miliardi di euro, coprendo quasi l’intero investimento di 1,6 miliardi. Una volta completata, la tratta permetterà di unire San Pietroburgo al porto di Bandar Abbas, abbattendo i tempi di trasporto verso l’India del 40% rispetto alla rotta del Canale di Suez.
Il corridoio INSTC non è più solo una visione bilaterale, ma un’infrastruttura di sicurezza che sottrae il commercio eurasiatico alla giurisdizione e ai controlli delle marine occidentali nei principali choke points mondiali. L’asse Mosca-Baku-Teheran risponde così con le infrastrutture fisse alla precarietà dei waiver di Washington: la ferrovia Rasht-Astara rappresenta il ponte definitivo per un interscambio strutturale al di fuori del sistema a guida statunitense.