(AGENPARL) - Roma, 2 Marzo 2026 - Indipendenza economica e prevenzione: alla Camera il confronto su educazione finanziaria e violenza economica contro le donne
Il convegno promosso da I Sud del Mondo ETS con AIEF e Women Care riporta al centro il legame tra autonomia finanziaria e libertà personale.
Non tutta la violenza si manifesta con un segno visibile. Esiste una forma più silenziosa, più strutturale, spesso più difficile da riconoscere: è la violenza economica, quella che priva una donna dell’autonomia finanziaria, la rende dipendente, ne limita le scelte, ne condiziona la libertà di lasciare una relazione maltrattante e di ricostruire una vita autonoma.
È attorno a questo nodo che, giovedì 5 marzo 2026 alle ore 10.30, nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, si terrà il convegno “Indipendenza economica e prevenzione: il ruolo dell’educazione finanziaria nel sistema antiviolenza”, promosso dall’Associazione I Sud del Mondo ETS in sinergia con l’Associazione Italiana Educatori Finanziari (AIEF) e Women Care ETS, in concomitanza con le iniziative per la Giornata Internazionale della Donna.
Il punto di partenza è chiaro: senza autonomia economica non esiste libertà sostanziale.
«Il ruolo della conoscenza dei meccanismi economico-finanziari da parte delle donne è centrale per una vera libertà e inclusione sociale», sottolinea Pompeo Torchia, presidente de I Sud del Mondo.
Non si tratta soltanto di alfabetizzazione finanziaria in senso tecnico, ma di strumenti concreti per sottrarsi a meccanismi di controllo, ricatto e dipendenza che troppo spesso restano confinati nella dimensione privata, quando in realtà producono effetti sociali profondi.
L’On. Alessia Ambrosi, promotrice dell’iniziativa insieme alle associazioni coinvolte e vicepresidente dell’Unione Interparlamentare Italiana, richiama l’attenzione su un aspetto che ancora fatica a entrare pienamente nel dibattito pubblico: l’abuso economico come leva di sottomissione. Privare una donna dell’indipendenza finanziaria significa renderla subordinata, spesso incapace di sostenersi abitativamente e professionalmente dopo una separazione, e quindi più esposta alla permanenza in contesti di sopruso. La violenza economica non è un effetto collaterale, ma una strategia di controllo.
Per Giuseppe Galati, responsabile scientifico de I Sud del Mondo, autonomia economica e sicurezza sono sinonimi. L’educazione finanziaria diventa così uno strumento di prevenzione primaria, non un intervento successivo al danno. Dotarsi di competenze nella gestione delle risorse, nella conoscenza degli strumenti economici e delle opportunità professionali significa costruire anticorpi sociali prima ancora che giuridici, in coerenza con gli obiettivi del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2025–2027 .
Il confronto alla Camera vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della società civile, con un messaggio istituzionale del Presidente della Camera Lorenzo Fontana e le conclusioni affidate al Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella. Interverranno, tra gli altri, parlamentari impegnati nelle Commissioni Finanze e Bilancio, esponenti del mondo imprenditoriale e professionisti del settore giuridico e scientifico. A moderare l’incontro sarà la giornalista Claudia Conte, autrice del libro “dove nascono i silenzi“, che tratta il tema dell’indipendenza economica come chiave per contrastare la violenza di genere.
L’Associazione I Sud del Mondo ETS, ente del Terzo Settore attivo nel dialogo istituzionale e nel contrasto alle marginalità sociali, inserisce il convegno in una missione più ampia: valorizzare i territori fragili, promuovere inclusione sociale e professionale, trasformare la conoscenza in leva di emancipazione. In questa prospettiva, l’educazione finanziaria non è un tema tecnico per addetti ai lavori, ma un tassello di politica sociale.
Se la violenza economica isola, la competenza connette. Se il controllo priva di scelta, la conoscenza restituisce margini di decisione. Parlare di indipendenza economica nel sistema antiviolenza significa spostare l’attenzione dalla sola tutela alla costruzione di condizioni strutturali di libertà. Ed è proprio su questo passaggio, più culturale che normativo, che il confronto istituzionale del 5 marzo intende aprire una riflessione che non può restare confinata a una giornata simbolica