(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026 - Dopo la pubblicazione su Il Resto del Carlino di una lettera firmata da ASPPI, interviene Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare e candidato sindaco con Una Nuova Bologna: “Colpisce che una lettera presentata come aperta e apolitica dedichi ampio spazio a valorizzare la Fondazione Abitare, espressione dell’attuale amministrazione. Se l’obiettivo era quello di porre domande in modo neutrale, perché presentare in quel modo gli strumenti attivati dal Comune?”.
La lettera, pur formalmente rivolta a tutti i candidati, arriva immediatamente dopo la presentazione ufficiale di Una Nuova Bologna e della candidatura di Zanni, nel corso della quale il tema casa è stato affrontato in modo organico e strutturato. Fino ad oggi nessun altro candidato ha presentato una proposta dettagliata sulle politiche abitative, è quindi evidente che il confronto si sviluppi principalmente attorno a chi ha riportato l’abitare al centro della campagna elettorale: “Accolgo con piacere le domande poste da ASPPI. Significa che il lavoro fatto nel rimettere la casa al centro del dibattito politico ha prodotto un risultato. Se oggi si discute di politiche abitative in modo esplicito, vuol dire che abbiamo aperto un tema che nelle precedenti elezioni non era mai diventato centrale.” Zanni richiama poi la continuità amministrativa: “Le politiche abitative producono effetti nel lungo periodo. La Bologna di oggi è il risultato di un lungo ciclo amministrativo guidato dalla stessa area politica negli ultimi vent’anni. Se oggi parliamo di migliaia di alloggi sfitti, di giovani che faticano a rendersi autonomi, di famiglie in difficoltà nella ricerca di una casa, e di continue occupazioni di edifici pubblici è evidente che alcune scelte strutturali non hanno prodotto gli effetti attesi. Questa è la realtà.” Nel merito delle proposte invece dice: “Noi distinguiamo le politiche abitative su tre livelli temporali: nel breve periodo proponiamo la cancellazione dell’IMU sugli affitti a canone concordato, nel medio periodo puntiamo a riportare sul mercato almeno 9.000 dei 16.000 alloggi oggi sfitti e a riqualificare seriamente il patrimonio ERP, nel lungo periodo crediamo in politiche ERS che favoriscano nuova proprietà privata e stabilità abitativa.” E chiarisce la differenza di impostazione: “Se si privilegia strutturalmente la proprietà indivisa e si valorizza l’affitto come modello prevalente, si consolida un sistema fondato sulla precarietà. Noi crediamo invece che la proprietà produca stabilità abitativa e che questo sia un valore sociale, non solo economico, come può apparire ad un occhio inesperto.”
Infine il chiarimento rispetto al proprio ruolo associativo: “Ho informato con trasparenza tutti gli iscritti della mia candidatura e ribadito la piena libertà di voto. Alcuni mi sostengono, altri faranno scelte diverse, altri vogliono candidarsi al mio fianco”. Poi conclude: “La mia scelta di scendere in campo è naturale, c’è chi sceglie di restare nel perimetro associativo e chi decide di assumersi la responsabilità di governare“.
