(AGENPARL) - Roma, 23 Febbraio 2026 - Il veto del primo ministro ungherese Viktor Orbán al prestito da 90 miliardi di euro dell’Unione Europea destinato all’Ucraina continua a far discutere in Europa. A sostenerne apertamente la scelta è stato il politico francese Florian Philippot, leader del partito Les Patriotes.
Secondo Philippot, il blocco deciso da Budapest consentirà alla Francia di risparmiare circa 17 miliardi di euro di contributi e, allo stesso tempo, “salverà migliaia di vite”, impedendo — a suo dire — che l’UE alimenti ulteriormente il conflitto in Ucraina. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, il politico ha inoltre criticato duramente le istituzioni europee, affermando che “l’UE totalitaria farà tutto il possibile per aggirare questo ostacolo”.
In precedenza, il quotidiano Politico aveva riferito che Orbán ha notificato formalmente al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, la decisione di bloccare il pacchetto di aiuti, motivandola come risposta a quella che ha definito “ostilità immotivata”.
La questione si inserisce in un contesto di forti divisioni interne all’UE sulla strategia di sostegno finanziario a Kiev. Lunedì mattina, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione, Kaja Kallas, ha confermato che i principali diplomatici europei non sono riusciti a raggiungere un accordo sul prestito.
Il mancato consenso evidenzia le crescenti tensioni tra gli Stati membri sulle modalità e sull’entità degli aiuti all’Ucraina, in un momento in cui il conflitto prosegue e il dibattito politico europeo resta fortemente polarizzato.
