(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 20 February 2026 Comando Provinciale Carabinieri Palermo
Palermo, 20 febbraio 2026
Comunicato stampa
Sms, telefonata e bonifici di sicurezza: Dalle Madonie al Nord Italia:
smantellata la rete della finta banca. Tre deferiti, centrali operative
tra Torino, Pozzuoli e Villabate
Un sistema organizzato, con basi operative dislocate in più aree del
territorio nazionale e ruoli ben definiti, è quello emerso dallindagine
condotta dai Carabinieri della Stazione Carabinieri di Castellana Sicula,
sotto il coordinamento della Compagnia Carabinieri di Petralia Sottana e del
Gruppo Carabinieri di Monreale, con la direzione della Procura della
Repubblica di Termini Imerese che ha disposto le perquisizioni personali e
domiciliari rivelatesi decisive per documentare le condotte illecite.
Lattività investigativa, avviata a seguito della denuncia di una donna del
comprensorio madonita, ha consentito di ricostruire una rete criminale
operante attraverso una precisa articolazione territoriale. I tre soggetti
deferiti, dislocati rispettivamente tra Torino, Pozzuoli e Villabate,
risultavano inseriti in un sistema coordinato fondato su compiti
differenziati ma complementari. Secondo quanto accertato, uno dei componenti
del gruppo curava la gestione dei conti correnti utilizzati per la ricezione
delle somme fraudolentemente sottratte; un altro metteva a disposizione
ulteriori strumenti finanziari funzionali alla canalizzazione del denaro; un
terzo si occupava del successivo e rapido smistamento delle somme verso
ulteriori rapporti bancari, così da ostacolarne la tracciabilità. Le tre
centrali operative, pur collocate in città differenti, risultavano
collegate tra loro in modo stabile e strutturato.
Il meccanismo della truffa seguiva uno schema ben definito. La vittima
riceveva un messaggio apparentemente proveniente dal proprio istituto di
credito, con lavviso di unoperazione sospetta e linvito a contattare un
numero indicato. A quel primo contatto faceva seguito la telefonata di un
sedicente operatore bancario che, con tono rassicurante ma pressante,
rappresentava unimmediata emergenza sul conto corrente. Indotta in uno
stato di allarme costruito ad arte, la donna veniva convinta ad effettuare
una serie di bonifici di sicurezza, in realtà destinati ai conti nella
disponibilità della rete criminale. Il danno economico accertato supera i 24
mila euro.
Fondamentale è stata la collaborazione con i reparti dellArma
territorialmente competenti nelle città interessate, che hanno dato
esecuzione alle perquisizioni delegate dallAutorità Giudiziaria. Le
operazioni hanno consentito il rinvenimento e il sequestro di carte di
pagamento, documentazione bancaria e ulteriore materiale di interesse
investigativo, consolidando il quadro probatorio nei confronti dei tre
indagati. Loperazione dimostra come anche territori distanti possano essere
collegati da ununica rete criminale capace di operare su scala nazionale,
ma al tempo stesso evidenzia lefficacia di unazione sinergica tra reparti
dellArma, fondata su coordinamento, rapidità operativa e condivisione
informativa.
LArma rinnova linvito alla massima prudenza. Le truffe telefoniche si
fondano sulla creazione di urgenza e sulla pressione psicologica: messaggi
che parlano di conti bloccati, telefonate che impongono decisioni immediate,
richieste di codici OTP o di bonifici verso conti sicuri devono far
scattare immediatamente il sospetto. Nessun operatore bancario o
appartenente alle Forze dellOrdine chiede per telefono credenziali
riservate o trasferimenti di denaro.
La tecnica dei truffatori è spesso quella di trattenere la vittima al
telefono per impedirle di chiedere aiuto o confrontarsi con familiari. È
fondamentale interrompere subito la comunicazione e, se necessario,
utilizzare un altro telefono per contattare il 112 o una persona di fiducia.
Spezzare il contatto significa sottrarsi alla pressione e interrompere il
raggiro. Prevenzione, informazione e collaborazione restano gli strumenti
più efficaci per contrastare un fenomeno che, pur evolvendosi nelle modalità
operative, può essere arginato con attenzione e consapevolezza collettiva.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente
indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà
vagliata dallAutorità Giudiziaria nel corso dellintero iter processuale e
definita solo a seguito delleventuale emissione di una sentenza di condanna
passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione
di innocenza.