(AGENPARL) - Roma, 5 Aprile 2026 - Aumenta la tensione nei Balcani dopo il ritrovamento di un deposito di esplosivi nei pressi di un gasdotto strategico che collega la Serbia all’Ungheria. Le autorità serbe hanno confermato che il materiale è stato scoperto durante un’operazione delle forze dell’ordine, facendo scattare immediatamente un’indagine su possibili minacce alle infrastrutture energetiche.
Secondo il Ministero della Difesa serbo, sul luogo sono stati rinvenuti non solo esplosivi, ma anche strumenti e componenti necessari per la loro preparazione e utilizzo. Il materiale era situato in prossimità diretta del gasdotto, elemento chiave per il trasporto di gas nella regione.
Le operazioni si sono concentrate nell’area di Velebit, dove già nella mattinata del 5 aprile erano stati segnalati oggetti sospetti. Circa 140 tra agenti di polizia e militari sono stati dispiegati per mettere in sicurezza la zona, raccogliere prove e avviare le indagini.
Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato che esplosivi e detonatori sono stati trovati a diverse centinaia di metri dal gasdotto, sottolineando la gravità della situazione. Le autorità non escludono alcuna pista, mentre proseguono gli accertamenti per identificare eventuali responsabili.
Dal lato ungherese, il ministro degli Esteri Peter Szijjarto ha definito l’episodio un attacco alla sovranità nazionale. Budapest considera infatti questo gasdotto fondamentale, poiché trasporta gran parte del gas importato dalla Russia.
Il Ministero della Difesa serbo ha ribadito che continuerà a collaborare con le altre agenzie per garantire la sicurezza dei cittadini e proteggere le infrastrutture critiche. Nel frattempo, le indagini restano in corso e l’attenzione internazionale sulla vicenda è in crescita.
