(AGENPARL) - Roma, 5 Aprile 2026 - Domenica di alta tensione nelle principali città europee, dove migliaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro l’escalation militare in Medio Oriente e l’insostenibile aumento dei prezzi energetici. A Parigi, il movimento “No Tyrants / No War” ha sfilato da Place de la République, unendosi idealmente alla mobilitazione globale “Hands Off!” organizzata dai movimenti civili internazionali contro le politiche belliciste della seconda amministrazione Trump. La polizia francese ha segnalato scontri sporadici quando alcuni gruppi hanno tentato di deviare il percorso verso l’ambasciata americana, al grido di “Pane, non bombe”.
Ad Amsterdam e Rotterdam, il rischio è stato classificato come “medio-alto” dalle autorità di sicurezza a causa di manifestazioni contrapposte: da un lato i movimenti pacifisti e filo-iraniani che condannano l’imminente attacco degli Stati Uniti a Teheran, dall’altro gruppi che denunciano le minacce alla sicurezza delle comunità locali. La tensione è alimentata anche dal fronte economico: con il petrolio che ha superato oggi i 119 dollari al barile, il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán ha cavalcato il malcontento popolare chiedendo ufficialmente all’Unione Europea di sospendere tutte le sanzioni energetiche per fermare il collasso delle famiglie europee. In Italia, la missione d’emergenza della premier Meloni in Qatar sottolinea il timore di un lunedì nero sui mercati, mentre nelle piazze di Roma e Milano si moltiplicano i flash mob contro il razionamento energetico che molti temono diventerà realtà se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto entro le prossime 24 ore.