(AGENPARL) - Roma, 15 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sun 15 February 2026 Trent’anni dalla legge contro violenza sessuale, Manetti “Impegno Toscana
continua”
Trent’anni fa l’Italia compiva una svolta storica: con la legge del 15
febbraio 1996 la violenza sessuale veniva riconosciuta come reato contro la
persona e non più contro la morale pubblica, affermando un principio
fondamentale ancora oggi alla base della tutela dei diritti: senza consenso
è stupro. Una riforma che ha anticipato anche il riconoscimento
internazionale dello stupro come grave violazione dei diritti umani.
A trent’anni da quella conquista, la Regione Toscana conferma il proprio
impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere e nella
tutela delle donne vittime di violenza sessuale, attraverso un sistema
integrato che unisce sanità, protezione e prevenzione.
“La legge del 1996 ha segnato un passaggio decisivo di civiltà, mettendo
al centro la dignità e la libertà delle donne. Ma i diritti vanno resi
concreti ogni giorno, con servizi, prevenzione e politiche pubbliche”,
afferma l’assessora alle pari opportunità, Cristina Manetti. “La Toscana
è stata e continua ad essere in prima linea, con strumenti innovativi e
una rete strutturata di sostegno alle vittime”.
La Regione, infatti, è stata tra le prime in Italia ad attivare il Codice
Rosa nel 2010, un percorso dedicato nei pronto soccorso per accogliere e
assistere in modo protetto le vittime di violenza. È stata inoltre la
prima regione a inserire il concetto di sanità di genere nel Piano
sanitario regionale, riconoscendo l’importanza di percorsi sanitari attenti
alle differenze e alla tutela delle donne.
Elemento centrale del sistema di protezione in Toscana sono anche i centri
antiviolenza, presìdi fondamentali sul territorio che offrono ascolto,
accoglienza, supporto psicologico, assistenza legale e percorsi di
autonomia. Una rete qualificata che opera in stretta collaborazione con i
servizi sanitari, sociali e le istituzioni per garantire alle donne
sicurezza e accompagnamento in ogni fase del percorso di uscita dalla
violenza.
Fondamentale anche il lavoro del Centro regionale di riferimento per la
prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili, insieme
alle politiche di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno, fino al
progetto La Toscana delle Donne, che promuove diritti e cultura del
rispetto.
“Il nostro impegno – conclude Manetti – è continuare a rafforzare la
rete dei servizi, che rappresentano un punto di riferimento essenziale per
le donne, e lavorare sulla prevenzione, perché la violenza si combatte con
le leggi, ma anche con la cultura, l’educazione e la responsabilità
collettiva”
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