(AGENPARL) - Roma, 29 Novembre 2025(AGENPARL) – Sat 29 November 2025 Svegliarsi un sabato mattina come tanti e trovare su un giornale una storia
allucinante come quella descritta dalla Signora Crocco di Crotone in una
lettera accorata sulla stampa, è veramente angosciante. Una storia che
parte da Crotone ma che coinvolge tutta la Calabria e, per fortuna, si
conclude positivamente però fuori regione. Per l’esattezza in Campania
presso l’Ospedale Santobono di Napoli.
La storia inizia in maniera drammaticamente semplice. Un bimbo di 3 anni
ingoia una arachide e inizia a perdere il respiro. La Mamma ed il Papà con
il bimbo corrono in Ospedale a Crotone, ma ancora non sanno che quella
corsa sarà solo la prima di quella notte e soprattutto non sanno che si
concluderà a Napoli.
Possiamo solo immaginare, grazie alle parole della signora, quelle ore e la
disperazione dei genitori che hanno rischiato di perdere il loro bambino e
solo perché a Crotone, Catanzaro e Cosenza non esiste o non funziona il
broncoscopio pediatrico con il quale probabilmente la situazione avrebbe
trovato una soluzione più tempestiva e meno traumatizzante per tutti i
protagonisti, loro malgrado, della vicenda. Possiamo solo immaginare la
corsa in ambulanza verso Napoli dove un lieto fine certifica, ancora una
volta, il fallimento della sanità calabrese di cui era imminente la fine
del Commissariamento, come annunciato trionfalmente appena qualche tempo
fa, e che invece continua a percorrere una strada a notte fonda come
l’ambulanza verso Napoli.
Ed il pensiero vola alla piccola Ginevra di Mesoraca che qualche anno fa
non ebbe la stessa fortuna. Colpita da Covid morì in 48 ore presso il
Bambino Gesù di Roma a causa della mancanza in Calabria della terapia
intensiva in età pediatrica.
Il suo caso commosse l’Italia intera ed il Presidente della Sezione
Calabria della Società italiana di pediatria, allo scopo di scongiurare per
sempre casi simili, evidenziò la necessità di dotare urgentemente la nostra
regione di un piano organico per la gestione dell’emergenza urgenza in età
pediatrica e della attivazione di una unità operativa complessa di terapia
intensiva pediatrica regionale.
Sono passati tre anni dal 2022. Ma il problema persiste evidentemente.
Perché nessuno degli ospedali calabresi è ancora in grado di gestire una
situazione emergenziale pediatrica come quella descritta dalla signora
Crocco ? Perché i sanitari che, secondo la signora, si sono attivati
tempestivamente e generosamente non sono messi nelle condizioni di
espletare la loro attività in maniera efficiente perché senza strumenti per
intervenire ?
Nel riservare, pertanto, una interrogazione in merito continueremo a
sottolineare tutte le carenze che ancora affliggono la nostra Terra in
ambito sanitario, e non solo, auspicando che vengano accolte le nostre
istanze di cambiamento e di miglioramento nell’interesse della intera
collettività.
Alla signor Crocco, al suo bambino, alla sua famiglia, giunga la nostra
più ampia solidarietà per quanto vissuto ma anche la nostre felicitazioni
per la positiva conclusione della vicenda.
Con l’auspicio di non dovere mai più commentare storie come queste.
*Crotone, 29/11/2025Consiglieri Regionali M5S CalabriaElisabetta
BarbutoElisa Scutellà*
