(AGENPARL) - Roma, 12 Novembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 12 November 2025 Ricordate le vittime di Nassiriya e i militari e civili caduti nelle missioni all’estero. Il vice sindaco Di Dionisio: “Grazie agli eroi di ogni giorno”
Celebrata ad Anzio, nel piazzale dedicato alle vittime di Nassiriya, la Giornata del ricordo delle vittime militari e civili nelle missioni all’estero. Alla presenza delle massime autorità del territorio, di studenti e cittadini, è stata commemorata la strage di 22 anni fa in Iraq, ma anche le recenti vittime dell’Arma a Castel d’Azzano (Verona).
Alla cerimonia ha preso parte anche Christian Daprà, figlio di Valerio (nelle foto insieme al vice sindaco e alla mamma), uno dei militari morti in quella occasione, residente ad Anzio.
Di seguito il discorso del vicesindaco, Pietro Di Dionisio, che poco prima aveva rappresentato la città alla cerimonia che si è svolta a Nettuno.
DISCORSO
Autorità civili, militari e religiose, cittadine e cittadini, studenti, buongiorno.
Al mio saluto personale aggiungo quello del sindaco, Aurelio Lo Fazio, oggi impossibilitato a essere qui. Un particolare omaggio a Cristian Daprà, nostro concittadino e figlio di Valerio, il carabiniere morto nell’adempimento del dovere a Castel d’Azzano meno di un mese fa. Lo ringrazio della sua presenza, ma ancor più delle parole che ha saputo spendere nella tragedia che lo ha colpito per ricordare la lezione del padre: “Da lui ho imparato – ha detto – ad aiutare il prossimo”.
È la missione di ogni giorno dei Carabinieri e di chi è impegnato al servizio dello Stato, in Italia e nelle missioni all’estero, come quella di Nassiriya che ricordiamo oggi
La data odierna è una di quelle entrate nella storia perché ha toccato profondamente il cuore e le coscienze di ciascuno di noi. Ricordiamo praticamente tutti dove eravamo e cosa stavamo facendo il 12 novembre del 2003, quando ci arrivò la notizia della strage. Furono ore di angoscia, le notizie dei carabinieri e dei civili morti ci raggiunsero con il passare delle ore fino a concludere il tragico bilancio: 19 vittime, delle quali 12 carabinieri, 5 militari e 2 civili. Il più grave attacco subito dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale.
Perché li ricordiamo e perché i nostri militari sono, ancora oggi, impegnati in una quarantina di missioni umanitarie?
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