(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Fri 10 October 2025 I lavori del tram hanno richiesto diversi espropri di terreni e aree private, e molti cittadini si vedono oggi costretti a cedere parte delle proprie proprietà per consentirne il passaggio, volenti o nolenti. Ma oltre a questo passaggio per alcuni difficile da accettare, molti non sanno nemmeno con certezza quali siano i tempi e le modalità per presentare osservazioni o opposizioni, perché le comunicazioni ufficiali inviate dal Comune risultano poco chiare e, in alcuni casi, contraddittorie.
Diversi associati si sono rivolti a Confabitare, associazione proprietari immobiliari, per chiedere aiuto nell’interpretazione dei termini e delle modalità di risposta, segnalando la presenza di indicazioni discordanti nelle notifiche ufficiali.
In uno dei casi seguiti dall’associazione, un’azienda proprietaria di un terreno interessato dall’esproprio ha ricevuto una comunicazione il 9 settembre, in cui sono indicati due tempi diversi per la presentazione delle osservazioni: da un lato, si parla di “60 giorni per prendere visione del progetto dal giorno 24 settembre, data di pubblicazione dell’avviso nel Bollettino ufficiale della Regione”; dall’altro, la stessa lettera precisa che “il periodo per effettuare osservazioni è di 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso o, comunque, nei 30 giorni naturali e consecutivi decorrenti dal ricevimento della comunicazione”.
C’è da considerare che la raccomandata è arrivata al destinatario il 9 settembre, quindi prima della data di riferimento indicata nel testo.
“Non si capisce quindi – spiega Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare – da quando decorrono davvero i termini per presentare le osservazioni. In pratica, nessuno sa quale calendario seguire. Trenta giorni dal 9 settembre portano all’8 di ottobre. Sessanta giorni dal 24 settembre portano a fine novembre. Due date lontane tra loro più di quaranta giorni: un margine che, in un procedimento di esproprio, fa la differenza tra potersi difendere e non poterlo più fare. È un passaggio scritto male, che può confondere il cittadino e fargli perdere giorni preziosi. In pratica, sembra che il tempo effettivo a disposizione sia inferiore a quanto dichiarato”.
Zanni sottolinea che non è un caso isolato: “Negli ultimi giorni diversi associati hanno chiamato per chiedere delucidazioni. Si tratta di una comunicazione poco chiara che rischia di creare problemi reali, soprattutto in procedure delicate come gli espropri. L’informazione deve essere precisa e comprensibile. Non si può lasciare il cittadino nell’incertezza”.
Per Confabitare, la trasparenza della pubblica amministrazione è una forma di tutela: “La legge impone che ogni cittadino sia messo nelle condizioni di capire i propri diritti e le scadenze – continua Zanni -. È nostro compito segnalare quando ciò non avviene. Chiediamo che il Comune chiarisca pubblicamente i termini e uniformi i testi delle comunicazioni per evitare che qualcuno perda, anche solo per errore, la possibilità di presentare osservazioni o ricorsi”.
Confabitare invita i proprietari coinvolti negli espropri a controllare attentamente le date riportate nelle lettere e, in caso di dubbi, a rivolgersi all’associazione per ricevere assistenza e consulenza legale.
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