(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2025 - “Il 13 luglio 2020, quando la proprietà del Narodni dom finalmente tornava alla comunità slovena, il nostro presidente Mattarella e il presidente sloveno Pahor hanno compiuto un gesto di coraggio e di pace intrecciando le loro mani a Basovizza davanti al monumento alle vittime del tribunale speciale e davanti al monumento della foiba che ricorda gli eccidi del dopoguerra”. Lo ha detto oggi nell’aula di Palazzo Madama la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commemorando l’anniversario dell’incendio del Narodni dom di Trieste nel 1920 e gli atti di pacificazione compiuti dai presidenti italiano e sloveno Sergio Mattarella e Borut Pahor nel centenario del rogo squadrista.
“La Venezia Giulia è stata segnata da profonde ferite le cui cicatrici – ha riflettuto la senatrice – talora tornano alla luce a un secolo di distanza tanto furono dolorose” ma ora “non si può prescindere più dalla grande amicizia e la fattiva collaborazione che oggi c’è tra Italia e Slovenia e che questo possa essere da esempio per quelle aree del mondo che ancora non trovano pace”.
“La presenza a Trieste dei Presidenti silenziosi davanti ai simboli del dolore – ha detto ancora Rojc – fu potente affermazione dei valori universali umani” e ha concluso: “chi come me ha potuto condividere quel momento sa di aver vissuto qualcosa di straordinario ed è consapevole che non è stato un episodio locale ma una dichiarazione ai popoli e ai governanti del mondo”.