(AGENPARL) - Roma, 25 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – mer 25 dicembre 2024 NATALE, SANT’EGIDIO: IL PRANZO CHE VINCE LA
SOLITUDINE
In 80mila in Italia e in 250mila nel mondo si sono
seduti a tavola per vivere insieme la festa più
bella dell’anno – Volontari insieme a senza
dimora, anziani soli, famiglie in difficoltà,
rifugiati venuti con i corridoi umanitari.
Riccardi: “Questa tavola è anche una proposta
alla nostra società”
In tanti nella basilica di Santa Maria in
Trastevere, dove è nata la tradizione del pranzo
di Natale con i poveri. Numerosi eppure in grande
armonia, quella di tavole addobbate a festa,
sorrisi, abbracci e regali personalizzati. Una
famiglia dove si vince la solitudine e quindi si
diventa tutti più ricchi. Ma il mondo, così come
dovrebbe essere vissuto sempre, si è visto, nel
giorno di Natale, non solo a Trastevere ma in
tutta Italia, con la partecipazione di 80mila tra
volontari e invitati, e in tutti i continenti in
250mila. Un forte messaggio di pace e di
solidarietà.
Senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà,
rifugiati venuti con i corridoi umanitari si sono
seduti a tavola con chi ogni giorno dell’anno li
aiuta ed è loro amico. Per quasi due ore hanno
parlato e fatto festa con il menù della
tradizione: lasagne, polpettone, lenticchie e
panettone. “Questa tavola vince la solitudine ma
è anche una proposta alla nostra società perché
diventi più fraterna e accogliente”, è
l’invito di Andrea Riccardi, che ha partecipato
al pranzo. Perché, come ha commentato il
presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo,
“insieme alle porte della basilica, si sono
aperte anche le porte di tanti cuori, di tutte
quelle persone, tra cui molti giovani, che oggi si
occupano di chi ha bisogno”.
Alla fine del pranzo, al momento dei saluti, il
parroco di Santa Maria in Trastevere, don Marco
Gnavi, ha presentato alcuni ospiti. Come Gemma,
siriana, venuta con i corridoi umanitari: “In
questo momento è importante sperare e pregare per
la pace nel mondo”. Antonino, siciliano, da
tanti anni a Roma: “Ho vissuto per strada, sono
stato aiutato a trovare una casa e ora sostengo
chi è in difficoltà”. E il piccolo Alì,
venuto da Gaza insieme alla sua zia, che in
perfetto italiano ha detto, convinto: “Mi piace
questa tavola!”.
Il pranzo nella basilica ha visto la presenza
anche del sindaco di Roma: “Per me è un grande
onore stare qui. E’ un momento bellissimo, con
persone che hanno bisogno di sentire la città
vicina, una città che non vuole lasciare indietro
nessuno, dove tutti stanno meglio, non solo le
persone che vengono aiutate, ma anche chi
aiuta.” . “Insieme – ha commentato alla fine
don Gnavi – abbiamo vissuto la realtà di un
popolo senza confini, che ritrova la speranza e
costruisce un futuro di pace”.
Tutti i pranzi di Sant’Egidio sono realizzati
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