(AGENPARL) - Roma, 3 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – mar 03 dicembre 2024 dell’assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP che
si è tenuta oggi. Vi mando anche un paio di foto dell’assemblea
Grazie per la collaborazione
Sara Panarelli – ufficio stampa
*COMUNICATO STAMPA*
*Pecorino Romano, l’assemblea dei soci ha deciso: l’origine del latte è
l’unico vincolo per la produzione, disciplinare invariato*
*Macomer, 3 dicembre 2024 –* L’assemblea dei soci del consorzio di tutela
del Pecorino Romano DOP ha votato oggi il disciplinare di produzione
lasciando invariata la parte relativa alla razza delle pecore: il latte
ammesso alla produzione del Pecorino Romano DOP deve provenire
esclusivamente da pecore allevate nelle zone di produzione, ovvero
Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto. La modifica proposta per la
limitazione delle razze non ha infatti raggiunto la maggioranza necessaria
pari al 66% (maggioranza qualificata): il 39% ha votato a favore, il 29% ha
votato contro e il 26% si è astenuto.
Approvata invece la modifica relativa all’approvvigionamento alimentare
degli animali, che dovrà provenire per almeno il 50% dalla zona di origine,
decisione resa necessaria dalla crescente e perdurante siccità dei nostri
territori. Approvate anche modifiche tecnologiche per il miglioramento
qualitativo del prodotto: disciplina dell’utilizzo del sacco sottovuoto,
dell’integrazione della flora batterica casearia attraverso l’utilizzo di
fermenti autoctoni e certificati, migliore disciplina della tipologia da
tavola e da grattugia e inserimento della tipologia “Riserva” che prevede
una stagionatura minima di 18 mesi.
“Oggi dall’assemblea dei soci è emersa una forte consapevolezza rispetto a
una produzione che deve guardare al futuro, perché questo nuovo
disciplinare deve dare le linee guida al prodotto per i prossimi decenni”,
dice il presidente del Consorzio Gianni Maoddi. “I numeri della votazione
di oggi sull’introduzione delle razze fanno rilevare che si tratta di una
questione trasversale: una parte di allevatori rappresentati dalle
cooperative ha votato a favore, una parte contro, mentre l’industria
privata ha optato per l’astensione, dichiarando di non voler interferire
nelle scelte degli allevatori. Dunque, dal conteggio finale, emerge che il
55%, ovvero la maggioranza dell’assemblea dei soci, non vuole la
restrizione sulle razze. Le altre modifiche approvate dall’assemblea
contribuiranno a migliorare ancora il Pecorino Romano, rendendolo sempre
più attuale e adeguato alle mutate richieste dei consumatori, pur nel
solito e rigoroso rispetto della tradizione”, conclude Maoddi.
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