
(AGENPARL) – mar 16 gennaio 2024 [image: immagine.png]
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*ISOLA DI VULCANO | individuata la sorgente della riattivazione vulcanica*
*Con un’indagine pionieristica,* *un team di ricerca dell’INGV e del CNR ha
svelato importanti dettagli sulla natura dell’attività del vulcano e aperto
nuove strade nella valutazione del rischio. Lo studio è pubblicato su *
Geophysical Research Letters
[Roma, 16 gennaio 2024]
Analizzando dati satellitari avanzati e segnali sismici, un team di
ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e
dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del
Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irea) ha tracciato la mappa della
sorgente vulcanica dell’isola di Vulcano, e delineato chiaramente le
implicazioni di questa scoperta per la sicurezza dell’area. Lo studio,
pubblicato sulla rivista *Geophysical Research Letters, *ha fornito
risultati che rappresentano un fondamentale punto di partenza per
valutazioni future della pericolosità vulcanica dell’isola.
“*L’Isola di Vulcano, patria dell’imponente ‘La Fossa’, ha suscitato
attenzione a partire da settembre 2021, manifestando segni di riattivazione
vulcanica. Il nostro studio, focalizzato su dati InSAR (Interferometria
radar satellitare) e GNSS (sistema satellitare globale di navigazione), ha
esplorato questa dinamica, localizzando la sorgente, valutandone le
caratteristiche e impatto sulla pericolosità vulcanica*” spiega Federico Di
Traglia, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV (INGV – OV) e
primo autore dell’articolo.
Il focus principale dello studio è stato la comprensione della
riattivazione vulcanica e la stima della pericolosità associata.
*“Analizzando i dati satellitari InSAR e i segnali sismici, abbiamo
identificato la sorgente, posizionata a 500 mt sotto l’area craterica di
Vulcano, operante tra luglio e dicembre 2021*”, aggiunge Valentina Bruno,
ricercatrice dell’Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV – OE) e coautrice
dell’articolo. “*Utilizzando serie temporali InSAR e dati GNSS da Sentinel
1 e dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, abbiamo localizzato e valutato
l’evoluzione della sorgente. Gli eventi VLP (Very Long Period, eventi
sismici legati alla pressurizzazione dei fluidi nel sistema idrotermale di
Vulcano), riscontrati tra luglio e dicembre 2021, hanno supportato
l’aumento della dilatazione dell’area vulcanica e sono stati associati al
sistema idrotermale sotto il cono de La Fossa*”.
L’analisi ha ricondotto l’attività del 2021 a manifestazioni vulcaniche
legate alla pressione interna del sistema idrotermale, simili a quelle del
1970*.*
*“**Il lavoro delinea un quadro periferico di pericolosità, focalizzandosi
sulle esplosioni freatiche e limitando le valutazioni attuali a tali
scenari. I prossimi passi saranno indirizzati allo studio delle proprietà
elastiche delle rocce del cono de La Fossa per valutare i livelli di
pressione necessari per esplosioni freatiche, aprendo una nuova frontiera
nella comprensione e nella prevenzione di potenziali rischi vulcanici*”,
conclude Francesco Casu, dirigente di ricerca del Cnr-Irea.
La ricerca pubblicata ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al
momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione
civile, rappresentando un contributo potenzialmente utile in futuro per
affinare gli strumenti di previsione e prevenzione di protezione civile. Al
momento i risultati della ricerca non hanno alcuna implicazione diretta su
misure che riguardano la sicurezza della popolazione.
*Link allo studio: *https://doi.org/10.1029/2023GL104952
*Link utili: *
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
CNR
Osservatorio Vesuviano dell’INGV
Osservatorio Etneo dell’INGV
IREA – Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente –
Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti
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*Immagine 1:* Area di studio tra Vulcano e Lipari, che include l’area della
faglia eoliana di Tindari Letojanni.
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*Immagine 2:* Variazioni di volume della sorgente vulcanica, in rapporto
alla variazione delle deformazioni del suolo e degli eventi sismici
denominati VLP. Inoltre nel quadro f vengono dettagliate le cinque fasi
dell’attività: (i) fase di espansione iniziale del sistema idrotermale
dovuta a input termici e volatili provenienti dall’accumulo magmatico più
profondo (agosto 2021); (ii) rilascio di sostanze volatili dal sistema
idrotermale in espansione (inizio dei VLP) e aumento dell’attività
fumarolica (settembre 2021); (iii) culmine di questa fase di attività
(ottobre 2021); (iv) fase di calma osservata nel novembre 2021,
caratterizzata dalla cessazione dell’inflazione e da una temporanea
riduzione dei VLP; (v) intensa fase di rilascio di fluidi, accompagnata da
un numero e un’ampiezza significativi di segnali VLP, senza concomitante
espansione del sistema idrotermale (dicembre 2021).
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